Che cosa dicono i nipotini dei loro nonni

Oggi è la festa dei nonni, ma è lunedi, giorno di lavoro e, naturalmente, di asilo, di scuola.

Ho dedicato loro, quindi, la giornata di ieri, Domenica, portandoli in montagna, nella zona della Gallinola. In uno dei posti più belli del Molise, dove c’è una baita di legno, ed un prato meraviglioso fra gli alberi, e, dall’alto c’è la vista più bella della regione , la vallata del Quirina, ed un lungo tracciato di pietre, sconnesse dall’acqua, che arriva a San Polo Matese.

Non Vi dico la gioia di arrampicarsi su tante foglie cadute, tra alti olmi, così fitti da non far passare i raggi del sole, con grossi funghi, viole, ciclamini, e qualche piccola fragolina.

Mi sono chiesto perché, con tanto desiderio, volevo far conoscere quei posti cosi unici, e mi sono chiesto che cosa sono veramente i nonni, per i nipotini.

Noi nonni saremmo le persone care che vengono dal passato e, naturalmente, andranno via per primi. Ma desiderano far partecipi delle loro esperienze più belle i loro nipotini, perché possano, a loro volta, riviverle, o farle rivivere ai loro figli.

Sono il passato che vive nel presente. I nipotini, invece, il presente che vedrà il futuro.

Ho chiesto un loro pensiero. Mi hanno risposto: Vorremmo fermare il tempo per avervi sempre vicini, con la dolcezza di nonna, che ci sfiora come una carezza.

Greta mi ha detto sei un libro aperto, tutto da ascoltare, che sai rispondermi su tutto, come una enciclopedia, (anche se tutti gli anziani sanno rispondere ai quesiti dei bambini). Nonno, non so come hai imparato tante cose, dove trovi le riposte? In effetti, i vecchi sono il passato che rivive, con le domande che ci siamo posti, o abbiamo, a suo tempo, chieste.

Ha continuato: mi piace stare sulle ginocchia di nonna, su sul suo letto, giocare con Lei, anche se ha un volto, certe volte, stanco, ma si continua a dedicarsi a me con tanto amore, ci fa fare insieme l’albero di Natale, mi fa vestire tutti gli abiti e le scarpe del passato, andare nel bagno a prendere cipria, rossetti e lucida labbra, vedere tutte le foto di papà, mamma.

Perché siete i libri del passato, perché giocate, ridete con noi, insegnandoci a giocare a dama, scacchi, scopa, pinnacolo, burraco, ed ogni volta che uscite ci comprate giocattoli, gelati, uova di cioccolato.

Perché ci prendete per mano, ed anche se con passo lento, ci sentiamo sicuri, perché basta, un vostro gesto, una sola parola, e sul vostro viso riappare il sorriso e, con noi, tornate bambini.

Perché siete pazienti, anche se rompiamo tante oggetti, facciamo tanto disordine, e ci raccontate dei nostri genitori, ci aiutate a fare i compiti, e, se i nostri genitori sono impegnati, siete pronti a tenerci con Voi, e, quando ce ne andiamo, ci abbracciate e dite che siamo stati bravi, anche se è una bugia.

Perché è la nonna che ci legge le flabe, od il nonno che ci fa giocare a pallone, ridiventando bambino, e ci insegna i primi giochi d’abilità del Computer.

Una sola confessione, noi nonni, dobbiamo fare : con quattro di loro, insieme , dopo, due ore, ci gira la testa.