Etica e male

Gli studi genetici, che gli scienziati stanno portando avanti, hanno accertato che il 98% del nostro genoma, è simile a quello delle scimmie.

Anzi, da pochi giorni, c’è stata la pubblicazione che abbiamo molti geni in comune anche con altre impensabili specie d’ animali, andando indietro nel tempo.

A me piace pensare che tutto è avvenuto per un lento processo divino di adattamento, emancipazione, e che ciò che distingue, per esempio, nel modo più netto, l’uomo dalla scimmia, sia il pollice opponibile, ed una immaginazione, od anima, opponibile.

Comprendere e afferrare, tanto gli oggetti, che i concetti, sono perciò, prerogativa dell’uomo.

E le capacità manuali umane hanno avuto, un ruolo decisivo nel nello sviluppo dell’intelletto , grazie allo scambio tra mani e cervello. Oggi si direbbe tra tecnica e scienza. Mano e cervello insieme, infatti, vogliono dire strumento, macchina, tecnica, pensiero. E gli ingegneri sono venuti prima dei filosofi. La filosofia è solo l’esercizio della mente.

Consideriamo, ad esempio, la scoperta dell’aratro nelle terre della Mezza Luna fertile, senza del quale non sarebbe nata l’agricoltura, e l’uomo non sarebbe, quindi, diventato stanziale, non sarebbe stata tramandata la coltura, diventata poi cultura, per tante altre materie.

Ma, come conseguenza anche della diversa postura, e della acquisita libertà di pensiero, la diversa postura ci ha fatto vedere l’orizzonte, tutti gli astri del cielo, abbiamo perso gran parte degli istinti, tanto sul piano cognitivo che comportamentale, compensati, di generazione in generazione, solo dallo scambio di idee con gruppi diversi, grazie al principio della convivenza, alle regole di condotta, alle norme giuridiche, ai valori morali ma, di ci ha aperto anche a responsabilità.

Il male è stato definito da quelle norme che vengono assolutizzate in imperativi etici, valevoli in ogni tempo ed in ogni luogo. Se cosi non fosse stato, esso male avrebbe continuato a dilagare dovunque. Quel male che i filosofi chiamano, con una certa sfumatura: nichilismo, ossia perdita di quei valori che precedentemente avevano un significato. Ho detto prima, perché la schiavitů una volta era legale e, da più secoli, non più consentita. Questa la differenza, sommariamente tra morale, da mores, costume di una epoca, , ed etica, che è al di fuori del tempo.

Il nichilismo, però, ci lascerebbe privi di ogni metro di giudizio, per distinguere una situazione dall’altra, sancendo la prevalenza del più forte.

Fortunatamente, nell’evoluzione biologica, si è innestata una evoluzione culturale, cioè norme e valori per sopravvivere e vivere insieme, meglio.

Non diversamente dagli strumenti creati con il pollice opponibile, possiamo, ovviamente, continuare a migliorarci, con leggi ed istituzioni che ci consentono quella liberta che, ancor oggi, stiamo faticosamente guadagnando, nella maggior parte delle società.

La nostra anima, però, la nostra immaginazione, sono più ambigue della tecnica, nel senso che le stesse scoperte possono essere usate per vivere meglio o distruggere la vita , esempio l’energia atomica, che può essere impiegata a fini pacifici, o a fini distruttivi.

Il male, come nella pubblicazione dello scrittore Boncinelli, dipende da noi, la libertà è, in fondo, anche la nostra debolezza, ma, al tempo stesso, identifica il bene. In sostanza, senza il male, non vi sarebbe il bene.