I Ricordi

I ricordi sono la nostra storia. È difficile dimenticarli quando si rivivono o se ne ha una costante nostalgia. Essi hanno il colore che gli diamo, tutto dipende da come li conserviamo, o dalla memoria che ne avremmo.

Vorremmo tutti, a volte, tornare indietro. Per esempio, l’amore, nella vita, può concederti solo brevi fermate che tutti dovremmo valutare, quando, cioè, l’emozione ti fa battere il cuore. Dovremmo allora regolarci, e fare come le onde del mare che si riversano sugli scogli, e tornano però sempre a rifrangersi.

Ciò che conta è in ogni modo il coraggio, comunque, di andare avanti perché c’è sempre qualche via di uscita, tenendo presente che il tempo non ti concede di poter tornare indietro. Non bisogna preoccuparsi molto, però, perché si impara di più dai momenti difficili, malinconici, che dai momenti felici.

Il dolore insegna più della gioia, del sorriso. È un maestro di vita. E quando ti senti smarrito, bisogna voltarsi solo indietro e guardare quanta strada è già stata percorsa. E pensare che l’amore è solo un gioco di follia che rapisce il cuore e carpisce l’anima, pur se con emozioni indimenticabili. L’amore, comunque, è sempre un percorso da preferire perché, quando resta , non hai bisogno di null’altro al mondo.

Ovviamente, bisogna innamorarsi come nel modo di quelle cose che non tornano più, e in questi casi si dovrebbe parlare con il cuore , che non mente mai,e non con parole che potrebbero essere di circostanza.

Bisogna, comunque, tener presente che quando hai l’occasione di nella tua vita di una persona molto cara, questo incontro potrebbe lasciarti una sicura impronta nella tua esistenza, ma potrebbe essere una carezza nell’anima, o una ferita nel cuore.

Sia la carezza, che la ferita, rimarrebbero dentro di noi, sotto forma di dolce ricordo o inguaribile cicatrice. Per solita incoscienza, o sensibilità , in ogni caso, non si riuscirebbe mai a cancellarle.

Se non si può conservare nella vita questa fortuna, bisogna solo sperare nei sogni. Questi, nel nostro subconscio, sostituirebbero quella realtà che saremmo lieti di provare e non potremmo rivivere. Significherebbe solo riscoprire le emozioni di un tempo che non può più ritornare.

Solo alcuni antichi sofferti episodi del passato possono ripresentarsi costantemente, anche per tutta la vita.

È il mio caso: il 13 Ottobre 1943, durante la ritirata dei Tedeschi che minavano, incendiavano, come guastatori, tutte le più importanti aziende dei centri che lasciavano.

Rammento, come ora, che ci diedero solo venti minuti di tempo per allontanarci. Molino minato, abitazione che sembrava avere sui balconi tante fiaccole, ed io, di sette anni, che dovetti scappare da solo, in quel fuggi fuggi, prima verso il vicino ricovero del Banco Napoli, quindi al rifugio più sicuro della Prefettura, tra fragori di cannonate, con alcune che finivano sui muri poco distanti.