Il Codice da Vinci

Finalmente abbiamo potuto prendere visione, nella affollata sala n. 2 del Multisala Maestoso, di Campobasso, del film Il Codice da Vinci, pubblicizzato, su tutti i giornali, dagli americani, in maniera epocale su tutti i media, anche per il suo alto costo.

Se il libro di Dan Brown , prescindendo dalle questioni religiose, si era presentato, in maniera interessante, come una thriller, che trascinava l’attenzione del lettore, in maniera suggestiva ed avvincente, con tutte le spiegazioni su un ipotetico Priorato di Sion, il film non riesce a dare l’idea di quanto descritto e spiegato nel libro.

Nel romanzo, un nuovo Papa Progressista, ha deciso di rescindere i legami fra la Chiesa di Giovanni Paolo II e l’Opus Dei, ed il prelato dell’ordine accetta la proposta di un misterioso “Maestro”, nell’intento di ricattare la Santa Sede, impadronendosi del Segreto del Priorato di Sion, cioè della verità su Gesù Cristo, con la minaccia di rivelare una verità sconosciuta al mondo, causando una vera crisi della Religione Cattolica.

Nella grande Galleria del Louvre di Parigi, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte dal sicario dell’ Opus Dei, con un ultimo disperato gesto, si aggrappa ad un dipinto del Caravaggio, facendo scattare l’allarme e chiudendo le sbarre della grata di ferro, situata all’entrata della sala, chiudendo fuori l’attentatore, che riesce solo a ferirlo a morte.

A Saunière restano pochi minuti di vita, si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l’uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci. Il vecchio, prima di morire, è riuscito a scrivere alcuni numeri di una famosa serie di fibonacci, ed un nome: Robert Langdon, storico d’arte a Parigi, per delle conferenze sul significato degli enigmi e dei simboli del lontano passato.

Dan Brown struttura il romanzo su una idea di base: il segreto del Santo Graal, che andrebbe cercato nella pittura allusiva dell’Ultima cena di Leonardo, con affascinanti interpretazioni della Gioconda ed altre interessanti deduzioni.

L’intreccio della storia è avvincente, appassionante, ma la storia di Maria Maddalena moglie di Gesù era già riportata, da millenni, da un vangelo apocrifo di Tommaso, non riconosciuto, però, dalla chiesa. L’attribuzione, poi, all’imperatore Costantino di decisioni, nel Concilio di Nicea, già prese circa nel 190 a.С., assolutamente inesatte, come riportato nel Canone Muratoriano, cosi come anche la cifra di cinque milioni di streghe, bruciate dalla Chiesa Cattolica, è del tutto una asserzione, che non trova riscontri.

La commistione, inoltre, tra l’ordine dei Templari ed il Priorato di Sion, un falso, perché la scissione già avvenuta in Gerusalemme nel 1187.

La mia opinione è che parlare del libro e del film, abbia fatto solo attizzare la curiosità di leggerlo e vederlo, e questo è il vero successo economico della operazione,il business, da parte dei produttori. Cosa che si sta verificando, come previsto, nei vari botteghini, anche se la critica qualificata non è stata favorevole.