Il Creatore dell’universo

Per la Scienza Dio è una causa, per la Filosofia è un’idea, per la Religione è un amorevole Padre Celeste.

Per lo scienziato Dio è una forza primordiale, per il filosofo è un’ipotesi, per la persona religiosa è una   esperienza spirituale.

L’uomo può comprende la personalità di Dio, guardando dal finito all’infinito, mentre Dio  dall’infinito. Però, quanto più completamente un uomo comprende se stesso, ed apprezza il valore delle personalità dei suoi simili, tanto più dovrà comprendere l’ immensa grandezza del Padre Originale.

Comunque sia, il nostro Padre Celeste è l’Essere Supremo in cui dovremmo  credere. Ossia è il Supremo Creatore dell’Universo che ha preso nomi diversi secondo le differenti denominazioni dei vari popoli, dopo che, forse, col Big Bang, un atomo di idrogeno da Lui è trasformato  endotermicamente in elio, o un protone in neutrone, o un quark in leptone, ricordando sempre che i microorganismi si sono poi trasformati in cellule, solo più di quattro miliardi mezzo di anni fa.

Quando l’uomo diventò stanziale, e nei villaggi si incominciò ad avere una divisione dei compiti tra lavoratori, i guerrieri che dovevano difendere  i depositi, mentre il loro controllo era affidata ai sacerdoti,  si fece luogo alle prime ierocrazie, che finivano poi col diventare teocrazie, in quanto solo i sacerdoti potevano interpretare le presunte  volontà delle divinità. E  così, tutti quelli che avevano il vero potere, come l’imperatore Costantino, erano considerati anche sommi Sacerdoti, con l’eccezione della più antica delle religioni: l’induismo che, con, Brama,Visnù e Shiva, chiamata la sacra Trimurti, poteva considerarsi un Enoteismo, ritenendo, come minori, le divinità secondarie, ed il mantra della Creazione, o voce divina, era il termine  Aum.

Io, comunque, nel mio piccolo,sono convinto,  del fatto che la Scienza, senza la religione sia zoppa, e la Religione senza la Scienza sia cieca. Che, dalla storia, la più antica religione sia stata l’Induismo,e la prima scrittura colta sia Il Sanscrito, nei testi Veda, ma che Dio sia anche dentro di noi, nella nostra coscienza, e non siamo in grado di conoscere quello che non comprendiamo, ma che Cristo ci abbia dato le norme più complete di come vivere ed amare il prossimo ,non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te. Ed, inoltre, il vero mantra della vita sia l’amore.

Vi è, infine, la tesi della Chiesa Cristiana che individua, nel Padre nel Figlio e dello Spirito Santo,la nostra religione. La persona del Cristo è il Figlio, nel qual caso Jahveh, Dio ebreo della Guerra, non potrebbe essere il Padre eterno. Il vero Creatore dell’Universo sarebbe uno Spirito inconoscibile, però compreso da Gesù.

Aggiungo, a conferma,  che quando Ciro il Grande, invitato dal Dio  dei Babilonesi Marduc, diventò, di  fatto, il Re dell’impero che comprendeva la quasi totalità delle terre  allora abitate, non ringraziò Marduc, che era un Gran Sacerdote, pur  ritenuto divinità nella Mesopotamia, ma il Signor, Dio dei Cieli, entità  metafisica universale.

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