Il Vangelo di Giuda

Come una detonazione telecomandata, ad orologeria, in occasione della festa più importante della Cristianità, la Santa Pasqua, tutti i mass media hanno riportato la notizia del ritrovamento di un documento finora ritenuto perduto: II Vangelo di Giuda.

Il manoscritto, in copto, egiziano evoluto misto a greco, è stato autenticato e tradotto 1.700 anni dopo la sua composizione, con un lavoro durato cinque anni.

Alcune pagine, delle 62, sono state mostrate, per la prima volta, alla National Geografic Society di Washington.

Il codice, scritto su un papiro, e legato da un laccio di pelle, è stato probabilmente, copiato in copto intorno al 300 d.С., e ritrovato negli anni 1950-1960, in Egitto, nel deserto, presso El Minya.

Dopo vari passaggi di antiquari, preoccupati del grave deterioramento del codice, il manoscritto, nel 2001, fu ceduto alla Maecenas Foundation for Art di Basilea, per farlo conservare e, naturalmente, tradurre.

L’esistenza di questo Vangelo, originariamente scritto in Greco, è attestato dal vescovo Sant ‘Ireneo, che lo defini eretico, sin dal II secolo. Nessuno può dire, infatti, che sia stato scritto da Giuda stesso perché, dopo la Crocifissione di Cristo, ebbe a restituire i 30 denari ed impiccarsi. Si deve definire, pertanto, un Vangelo gnostico, non riconosciuto dalla Chiesa Cattolica Romana.

E’, infatti, una versione che contrasta con le testimonianze degli altri discepoli, Matteo, Marco, Luca, e Giovanni. In proposito ve ne sarebbero altri trenta, accantonati, come stabilito, nel 325, dal primo imperatore Romano Cristiano, Costantino, che riconobbe solo i mentovati quattro evangelisti.

Secondo questo codice, fu Gesù Cristo a chiedere a Giuda di consegnarlo alle autorità romane, dopo avere svelato, solo a Lui, discepolo prediletto, la verità sul Regno dei cieli. E questo, per certi versi potrebbe riabilitare la figura di Giuda, il cui nome è spesso usato per simboleggiare il tradimento e l’accusa di deicidio, trasformandolo nel discepolo più fedele, perché aiutando Gesù, Giuda lo avrebbe aiutato a liberare la sua essenza divina.

Contemporaneamente, come scoop, si fanno strada altre ipotesi su Gesù, che non sarebbe nato a Nazareth, in quanto all’epoca Nazareth non esisteva, ma sarebbe “Nazireo”, ossia appartenente all antico ordine di Mosè per preparare, i rampolli di sangue reale, al doppio ruolo di Re-Sacerdote, secondo i riti fatti propri dagli esseni, come riportato nei papiri di Qumram.

Lo stesso Davide dovette fare, infatti, voto di Nazireato. Altra ipotesi che Gesù sarebbe stato solo allevato a Nazareth, mentre la sua reale città di origine Gamala, patria degli zeloti.

Altre ipotesi, vi sarebbero, che Gesù sarebbe stato in Egitto ed in India, apprendendo le teorie compassionevoli di Budda, che non sarebbe morto, perché in catalessi, come i sacerdoti Egiziani, e sarebbe ritornato in India, dove c’è una sua eventuale tomba.

Tutte ipotesi fantasiose per nascondere che Gesù, con il discorso della montagna, fu il semidio che più di un altro seppe insegnare a tutti gli uomini a sentire, dentro loro stessi, la autentica voce di Dio.

Naturalmente, dimenticando che è quanto ha saputo, insegnarci, trasmettere all’umanità, è ben più importante di scoop, come il Codice da Vinci, od altre ipotesi commerciali per vendere pubblicazioni.