Interpretazione dei sogni

Parlando di interpretazione dei sogni, il nostro pensiero è corso subito a Giuseppe, figlio del Patriarca Giacobbe e di Rachele, come si evince nella Bibbia, diventato Viceré dell’Antico Egitto.

Giacobbe amava Giuseppe più degli altri indici figli, perché lo aveva avuto in vecchiaia e pensava di farne il suo successore, diversamente dalla tradizione che voleva che il successore fosse il primo figlio Duren.

A tal proposito gli aveva fatto un bel vestito dalle lunghe maniche, cosa invidiata dai fratelli. A ciò si aggiungevano i suoi sogni: Il primo era che, mentre stavano legando i covoni in campagna, il suo covone si alzò restando in piedi, mentre quelli dei fratelli si inginocchiavano davanti al suo. Il secondo: Il sole, la luna ed undici stelle si inginocchiavano davanti a Lui.

Giacobbe stesso ebbe a riprenderlo, ma ebbe subito a pensare che, forse era la volontà di Dio, contrariamente ai fratelli indispettiti che pensarono di ucciderlo. Alla prima occasione, mentre erano al pascolo, nella località di Sichem, lo svestirono e, poiché il primo figlio Duren si oppose, lo buttarono in una cisterna vuota e asciutta, vendendolo, poi, a dei madianiti di passaggio.

I madianiti, poi, lo vendettero a Potifar, funzionario e Capo delle guardie del corpo del Faraone, che aveva una moglie molto bella che tentò di concupirlo. Non riuscendovi, la donna si stracciò le vesti e disse al marito che era stato Giuseppe, nel tentativo di possederla.

Buttato in carcere, si vene a trovare con il Coppiere e Panettiere del Faraone che gli parlarono dei loro sogni. Avendoli interpretati, si sparse la fama di quella sua capacità, Il Faraone pure, gli spiegò il suo sogno: Sette vacche grasse e sette vacche magre. Interpretato anche questo sogno, il Faraone gli affidò l’Egitto.

Comprendere il significato dei sogni è una aspirazione, però, vecchia di millenni. E’sempre stata nel corso dei secoli un modo di prevedere il futuro. A Freud, ed il suo allievo Jung, si devono la realizzazione di ipotesi scientifiche in materia.

Ma che cosa è il sogno? Può dirsi l’attività mentale che si svolge durante il sonno e di cui è possibile conservare, dopo il risveglio, immagini, pensieri ed emozioni, che hanno caratterizzato la fase onirica, il più delle volte governata dalle leggi dell’affettività, ma svincolata da pensieri logici.

Tra Freud e Jung vi sono, però, delle differenze fondamentali. Freud assegna al sogno il compito di portare alla luce un significato che prima era inconscio, e che può palesarsi tramite lo stato di sonno. Il sogno, per Freud, è in fondo, l’appagamento mascherato di un desiderio represso o rimosso. L’inconscio, infatti, non avrebbe altra meta se non l’appagamento di un desiderio.

Jung, invece, definisce il sogno come una autopresentazione spontanea della situazione attuale dell’inconscio, ma espressa in maniera simbolica. La teoria Junghiana differisce da quella freudiana dal fatto che riconosce al sogno esclusivamente una valenza di soddisfazione dei desideri. Ossia, la via privilegiata all’inconscio non sono i sogni, bensì i complessi che sono la causa dei sogni e dei sintomi. Freud cerca i complessi, Jung cerca di capire che cosa fa l’inconscio con i complessi.

Sigmund Freud riteneva, inoltre, che i sogni fossero una finestra sul nostro inconscio. E fino a pochi anni addietro, si riteneva che si sognasse solo nella fase REM (Rapid Eye Movement). Alcuni recenti studi hanno dimostrato che si sogna anche nella fase NREM (Not rapid Eye Movement). La spiegazione è, con molte probabilità, che il sonno REM e la fase più vicina al risveglio e quindi è più facile da ricordarne i sogni, rispetto alla NREM.

In definitiva, i sogni sono il luogo in cui possiamo evadere dalla realtà, vivere una pausa diversa dalla vita di ogni giorno. Gli stadi circadiani quattro, cinque se si conta il momento in cui ci si addormenta. Poi una successione continua di circa 90 minuti di NREM e di REM. Ma è bello pensare che tutto dipenda da Oniro che è la personificazione onirica del sonno. Il suo personaggio, nell’Iliade, è considerato un messaggero di Zeus, o da Morfeo, figlio del Dio del Sonno Ipnos e della Notte, considerato, però, come la divinità dei sogni.