Italia arcaica, nome dell’Italia, indoeuropei, antiche origini

Circa 200 milioni di anni fa, dalla costa dell’Africa settentrionale, nel corso di 20 milioni di anni, si staccò una grande “zolla” di circa 1000-1200 chilometri, larga 100-150, lasciando quel vuoto che oggi vediamo tra Tunisi e Bengasi.

Quella zolla, che sarà la futura Italia, galleggiando sul Sima, (silicato di magnesio), per circa 100 milioni di anni, toccò e si uni al continente Europeo. L’impatto, come per l’India e la catena della Himalaya, fu così comprimente e continuo, per alcuni milioni di anni, che si formarono dei corrugamenti che originarono le Alpi.

Queste colossali fratture della Pangea (il continente unico primordiale del globo, dal greco, Pan che significa tutto, e Gea che significa terra), sono la risultanza della ormai riconosciuta teoria della deriva dei  continenti.

In questo periodo, la nostra penisola era già unita al continente , ma era ancora quasi completamente sommersa dal mare. Ma, proprio sotto il mare, si costituirono quelle formazioni che, più tardi emersero come rocce cristalline, motivo questo per cui, il Prof. Guido Cavalieri, di Campobasso, appassionato geologo, va alla ricerca, sul Matese, di rudiste, così come, in molti nostri paesi, è possibile raccogliere i resti pietrificati di organismi che vissero in quegli antichi mari, di conchiglie, pesci, ed altro.

Nell’era cenozoica, quindi, si formarono le prime dorsali Appenniniche ed, il paese di Pietraroia, nel Beneventano, ai confini del Molise, ne è il Museo più convincente.

Il nome Italia ci è invece tramandato dal V secolo a.C., quando esistevano una pleiade di nomi corrispondenti a varie zone dell’Italia centro meridionale, come Ausonia, Enotria, Esperia, e designava la estrema parte occidentale della Calabria, forse anche, il Cilento, ossia le terre comprese fra il fiume Sele ed il Lao.

Uno storico di Siracusa, Antioco, (V secolo a.C.), faceva derivare il nome da un ipotetico re dal nome Italo, che, tuttavia, è leggenda.

Sembra invece certo che il nome Italia derivi dall’osco “Viteliu”, ossia dal popolo dei Vituli, che aveva come animale sacro il vitello. La forma Italia, si spiegherebbe con la caduta della “V”, conseguente alla pronuncia della Magna Grecia, o, più esattamente dalla Mega Ellade, di cui quei territori erano le colonie.

Circa le nostre origini siamo indo-europei, ossia di una popolazione, Ittiti, che ebbe in comune cultura, lingua, etnia e che tra il 4500 ed il II-I millennio a.С., a sud della Russia, tra il mar Nero ed il mar Caspio, di cultura Kurgan, tombe a cumuli, che, ad ondate successive, avrebbe colonizzato gran parte dell’Asia meridionale e, verso ovest, l’Europa.

Tre furono le ondate migratorie, da parte degli Ittiti, la prima verso Sud, dove fondarono un grande impero nell’Asia Minore, e verso ovest. Con la formazione, verso il mare Egeo, del popolo Greco. La seconda verso I’India e la Persia, la terza ondata, infine, oltrepassò il Reno ed il Danubio, formando i Veneti, i Latini, gli Osco-Umbri, i Celti.

Tutti avevano le seguenti caratteristiche comuni una articolazione sociale della società, divisa in guerrieri, sacerdoti, lavoratori. Avevano l’uso dell’ascia in ferro e del carro da combattimento. Tra l’altro, nei terreni occupati, sostituirono il matriarcato, di tipo mediterraneo, con il loro sistema patriarcale.

Inoltre avevano un certo numero di termini in comune e l’allevamento del bestiame, come una delle più importanti occupazioni I Romani, che erano un piccolo gruppo di origine indoeuropea, continuarono quei movimenti.