La Croce e la mezza Luna

La Croce e la mezza Luna sono i simboli del Cristianesimo e dell’Islam.

La croce, strumento del supplizio di Cristo, probabilmente deriva dal sanscrito”krugga”, che significa palo, al quale i condannati venivano inchiodati od impalati, e, conseguentemente, dal latino “crux”.

In seguito, al palo, venne aggiunto un altro palo trasversale, e, dalla combinazione dei due elementi, si ebbero tutte le forme classiche che riscontriamo nei dipinti dei grandi pittori croce commissa, a forma di tau greca, croce latina, formata da un palo più lungo ed uno più corto, messo, in orizzontale, a 30 cm. dall’estremità del palo maggiore, croce greca, dai bracci uguali. Infine croce ad otto bracci, come in molte icone.

La luna crescente, con una stella, è il simbolo dell’Islam. La parola Islam deriva dal verbo “salama”, che significa sottomettersi. Il Termine “mussulmano”, da “muslim”, che significa credere.

La luna crescente, con una stella, era, però, nel passato, il simbolo della dea cartaginese Tanit, compagna di Baal, ed anche della dea greca Artemide, chiamata Diana dai Romani. Così come, parallelamente, della dea fenicia Astarte, chiamata dagli assiri Istar, comprendente le figure di Iside ed Afrodite.

La città di Bisanzio, ribattezzata Costantinopoli, ed ora Instambul, dal greco: istemi a polis, (qua sta la metropoli), per prima adottò il simbolo della luna, a causa di un sogno dell’ imperatore dei turchi Ottomani, Osman, che vide la luna espandersi da un capo all’altro della terra.

Personalmente, però, credo che, per le carovane del deserto, il vero nemico sia stato sempre il sole alto che riesce, di giorno, a disidratare le persone, mentre è preferibile camminare con la luna e le stelle, od a sera inoltrata, e riposare, quando fa molto caldo.

Per i Cristiani, invece, chiamati dai mussulmani triteisti, per la Sacra Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, contrariamente agli Ebrei, monisti, come i mussulmani, dopo l’ancora, ed il pesce, il cui nome era “ictus” (Yesus Cristus Theos uios soter), la croce divenne il simbolo della loro fede, ma solo nel IV secolo.

La croce, come simbolo, è bene ricordarlo, è più antica del Cristianesimo. Risale al Neolitico, all’egiziano Amom Ra, e ritengo sia stato adottata, diffusamente, solo dopo il 313 d.С., editto di Milano, e la battaglia di Ponte Milvio, nella quale l’imperatore Costantino vinse su Massenzio, dopo aver sognato la croce, con le parole: “In hoc signo, vinces”.

Una differenza, però, esiste nella prassi della Chiesa Ortodossa. Il segno della Croce si fa tenendo tre dita della mano destra unite e le altre due libere: Questo gesto è la confessione dell’unità e trinità di Dio, e delle due nature (umana e divina), unite in Cristo. La mano, cosi disposta, tocca la fronte, nel nome del Padre, l’ombelico, del Figlio, la spalla destra , del Santo, la spalla sinistra, dello Spirito.

La mano destra viene tenuta, dagli ortodossi, in altra maniera la maniera a sinistra, dell’antico uso russo, la terza Roma, dopo Costantinopoli.

La seconda forma è stata fornita, nel 1216, da Papa Innocenzo III: “Signum crucis tribus digitis  exprimendum est, ita ut a superiori descendat in inferius et a destra transeat ad sinistram”.

Il segno della croce, che prima veniva cosi espresso con tre dita, di modo che, dalla parte superiore del corpo, si discendeva a quella inferiore, e dalla destra si passava alla sinistra, è attualmente decaduto, talché si è venuto, a poco a poco, a sostituirsi, alle tre dita, la mano tesa, ed ad invertirsi il movimento da sinistra, verso destra.

Il Papa di Roma è stato l’ultimo a perdere il segno di croce tradizionale, nella disposizione delle dita della mano, avendola mantenuta, fino a qualche decennio fa , nelle sue benedizioni pontificali.

Solo i monofisiti hanno continuato a farsi il segno della Croce con un dito solo.

Secondo una tradizione, non confermata, il segno della Croce, potrebbe risalire al tempo degli Apostoli, con l’affermazione che Cristo, durante l’Ascensione, avrebbe benedetto i discepoli con questo simbolo. I discepoli, di conseguenza, avrebbero propagato questa devozione, nelle loro missioni, ma nascostamente, perché in pericolo di vita.

Al paragone, la liturgia islamica più semplice. Non ci sono confessioni, comunioni, cresime, ordini, o altri sacramenti. Il primo “Iman”, era, infatti, un carovaniere che non sapeva scrivere, e “uleman”, sono i dottori della legge Coranica, e i Cadi, eminenze , in caso di contestazioni, e quindi, la liturgia si riduce a cinque preghiere giornaliere, al Ramadan ed ad un viaggio alla Mecca, una volta nella vita.