La Ragione, la filosofia, la scienza

La ragione, può essere pratica o teoretica Se pratica, è la facoltà del pensiero, propria solo dell’uomo, in grado soprattutto di determinare rapporti logici, formulare giudizi e, in genere, riguardare una operazione

Se teoretica, ossia la filosofia, è la facoltà dell’intelletto per mezzo della quale si esercita l’umano pensiero razionale, ovvero quello rivolto ad argomenti astratti, che fanno parte di un certo tipo di ragionamento, contrapposto alla sfera della irrazionalità.

La psicologia conoscitiva della mente porterebbe a ragionamenti più o meno corretti, in quanto ha una capacità di calcolo. La ragione, che deriva dal latino “ratio“, significherebbe, infatti, calcolo o rapporto. Cicerone, per primo, la usò per tradurre la parola greca “logos“, che non aveva altro significato che discorso.

Euclide, invece, la usò, partendo da premesse iniziali, per arrivare a conclusioni. Ed Aristotele distinse la ragione dall’intelletto, greco nous, partendo dalla considerazione di ragionamenti deduttivi, ossia dal generale per arrivare al particolare, e ragionamenti induttivi, dal particolare al generale.

Per meglio dire, l’intelletto è la facoltà, complementare, di percepire sensazioni esterne, trasformandole in idee. La ragione, poi, ha la possibilità di organizzare quelle idee, trasformandole in ragionamenti più complessi.

La filosofia è, come noto, lo studio di tutte le cose, reali o ipotetiche, allo scopo di comprenderne l’origine, la natura ed il fine. Ossia, è lo studio di tutto tramite procedimenti razionali, basati su logiche concettuali.

La scienza, invece, si distingue per lo studio di singoli settori del sapere, avvalendosi di calcoli materiali ed esperimenti. Le verità, cui vuole arrivare, devono avere sempre una dimostrazione razionale, una conferma.

E qui interviene la Matematica che è la sola scienza esatta, in cui, però, di una qualsiasi formula non si capisce mai di che sta trattando, proprio perché è una scienza formale. Le verità sono sempre relative per coloro che accettano quei postulati posti come fondamento della matematica stessa.

Le scienze sperimentali utilizzano, invece, solo metodi sperimentali, (fisica, biologia), mentre le scienze astratte procedono per via logica deduttiva. La scienza formale è quella la logica, che studia le leggi del pensiero e del ragionamento, base del ragionamento matematico.

La comprensione della realtà che ci circonda, fisica per esempio, fa grande uso della matematica che, in questo caso, è lo strumento che la scienza deve utilizzare.

Come fatto storico, gli Egizi, nel 2900 a.C. furono i primi ad usare quello che sarà il futuro teorema del filosofo greco Pitagora. Anche i Mesopotamici, che non adoperarono la scala decimale , ma quella a base sessanta, impiegarono, come risulta da una tavoletta, lo stesso sistema egizio. Poi i Greci, con il teorema di Pitagora, nato, nel 600 a.C., dalla visione dalle mattonelle del salone di Policrate, lo usarono come applicazione di tutta geometria Euclidea. Agli Indiani, poi, viene riconosciuta la scoperta dello zero. Infine Romani e Arabi.

Usiamo questa digressione storica solo per rappresentare i passi fatti dal passato ai tempi attuali, in cui si è riusciti a trovare l’antimateria ed è in programma, al CERN di Ginevra, lo scontro fra materia ed antimateria, Big Bang, fenomeno avvenuto circa 15 miliardi di anni fa, come nascita dell’Universo.