La Rosa dei Venti

Ogni qual volta mi reco al mare, poiché sono nato in montagna, mi sento un ignorante. Quando vado, con qualche caro amico, su una barca a vela, cosa bellissima perché, scivolando di bolina, con lo sciabordio della barca sulle onde, e non con rumorosi e maleodoranti gommoni a miscela, mi accorgo d’essere fuori dal mondo. La cosa, però, mi far sentire a disagio , essendo al digiuno delle varie correnti d’aria e non saprei cazzare le vele.

Non parlo, poi, della solita nuotata per rinfrescare i piedi per le infuocate sabbie della spiaggia. Di solito, il primo tentativo è quello di raggiungere sempre la  boa più distante , ma le esperienze non sono state, a volte,  piacevoli per la direzione delle onde. Correnti tutte provocate dalla direzione dei venti.

Una volta mi sono trovato a nuotare vigorosamente, restando al ritorno, sempre fermo, perché il vento di terra mi respingeva al largo. Dopo diversi minuti di panico, molto preoccupato, riuscii a pensare a come me la dovevo cavare. Provai, allora, a nuotare di lato, e non frontalmente, anche se il percorso sarebbe stato molto più lungo. E, fortunatamente, sto a raccontare l’episodio.

Ma cosa è il vento? Il Vento è una della forze più distruttive del pianeta, è può variare dal lieve fruscio delle foglie, a venti di uragano, capaci di distruggere pure piccole case.

Ma come si genera? Mentre una massa d’aria calda sale, dopo poco incomincia a raffreddarsi ed a distribuirsi nelle vicinanze. Una volta completamente raffreddata, ridiscende verso il basso. Quando sale, però, si forma una zona di bassa pressione, chiamata ciclonica, e, quando scende verso il suolo, si ha una zona di alta pressione, chiamata anticiclonica, tenendo sempre presente la componente antioraria di come gira la terra.

Più semplicemente, è il movimento di una massa d’aria di alta pressione che sormonta una zona più fredda, di bassa pressione. Quanto più elevata la differenza di pressione tra le due masse d’aria, più alta sarà la velocità del vento. Davanti ad ostacoli, poi, come boschi, montagne, città, il vento prende traiettorie diverse, con nomi locali.

Ho letto che, ai tempi di Omero, la navigazione nel Mediterraneo, dai Romani chiamato anche Mare Nostrum, aveva solo come punti di riferimento le coste. Nelle traversate in alto mare, bastava, invece, osservare la posizione del sole e delle stelle. Nel caso, poi, di cielo coperto, era la conoscenza dei venti, per seguire la rotta voluta. Solo con la scoperta e l’uso della bussola, tredicesimo secolo, iniziarono i viaggi e le grandi scoperte.

E la rappresentazione più diffusa di questi venti, è la Rosa o Stella dei venti, rappresentata da un disegno su piastra circolare, che trovasi spesso nei poggi con più ampi orizzonti. La più semplice quella a quattro punte, che identifica i quattro punti cardinali, ognuna delle quali indica il vento che spira dal Nord che è la Tramontana, proveniente dai paesi del Nord, vento gelido che parte dal Polo Artico. Quello da Est, il Levante, fresco ed umido, portatore di nebbia e foriero di nuvole. Quello dal Sud Ostro o Noto, vento caldo, decisamente secco, con vampate di calore, quando precede perturbazioni. Il Ponente da Ovest, che soffia come brezza, e mitiga la calura estiva,  preannunziando il bel tempo.

Gli altri quattro punti intermedi, indicanti il sud-Est, dal nome Grecale, in quanto spira dalla Grecia. Pure al Sud-Est, col nome Scirocco all’arabo Squluc, vento che spira dal deserto del Sahara, ed è molto caldo. Il Sud-Ovest, dal nome Libeccio, dal greco Libycos, ossia dalla Libia, noto nel mare Adriatico col nome di Garbino. Con il Nord-Est dal nome Maestrale, dall’antico provenzale Mistral, o forse, perché spirante direttamente su Roma, Magistra Mundi, il noto ponentino si completa la rosa ad otto punte.

Ovviamente, i venti che più ci interessano più da vicino sono quelli che soffiano nel bacino del Mediterraneo. Questi hanno ancora le denominazioni dell’antica Grecia ed il punto focale è rimasto l’isola di Zante, nel mare Ionio. Grecale, perché viene dalla Grecia, ed  è freddo e secco d’inverno, e d’estate, come brezza di mare ed effetto favonizzante, ossia effetto calore, nei pressi di alture. Lo Scirocco, che viene dalla Siria, o Sud-Est, ed è un vento caldo umido, a volte con la sabbia delle coste africane. Libeccio, nome proveniente dalla Libia, vento in genere mite, spesso unito a perturbazioni piovose Atlantiche. .

Plinio, studioso romano, nel I secolo d.C., riprendendo le otto punte elleniche, rappresentò una Rosa dei venti specifica, proprio per i naviganti, traducendo i nomi in latino. Alla Rosa dei venti quindi, rimasero solo la meteorologia e la progettazione delle piste degli aeroporti.