La scienza incontra lo spirito ?

La scienza ha fatto di tutto, dalla sue origini, per evitare di confrontarsi con lo Spirito. Quando si parla di Spiritualità non significa pensare che essere Spirituali vuol dire confessarsi, andare in Chiesa la domenica mattina, e fare la Comunione. La Spiritualità è, infatti, una cosa profondamente diversa. Le Chiese, le religioni, sono una cosa, la Spiritualità è una altra, e può essere vissuta, come molti giovani attualmente, in modo autentico, indipendente, disertando le funzioni religiose.

Se l’origine di tutto si chiama Big Bang, o Creazione da parte di Dio, possono cambiare le parole, ma la sostanza è la stessa, credere in qualcuno, che sia superiore, ed ha creato tutto.

Se noi chiediamo ad un uomo di scienza come ha origine questo tutto, rifiuta l’esistenza di qualsiasi Divinità, parla, quindi, di una realtà priva di spazio, tempo, energia, materia. Una realtà, cioè, in cui non c’è assolutamente niente, formatasi solo da una fluttuazione quantistica, chiamata poi Big Bang, da cui ha avuto origine tutto.

Personalmente ritengo che non sia giusto ritenere che tutto derivi dal Big Bang. C’è, infatti, una legge, nell’Universo, che stabilisce: Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. E solo con una vera rivoluzione della intuizione umana è nata la Fisica Quantistica, con cui la Scienza ha toccato direttamente la Spiritualità . In un testo di Fisica Quantistica si può scoprire come è fatta la materia, l’ atomo, un nucleo, gli elettroni, e come gli atomi siano fatti di spazi vuoti, e che queste particelle subatomiche non sono tali, ma sono onde elettromagnetiche.

Ma a che serve la Scienza, come fine ultimo ? Serve a produrre tecnologia, cose utili come telefonini, televisori, computer, apparecchi scientifici sempre più importanti per comprendere l’Universo.

Ma chi usa solo metodi razionali e logici, non può scoprire niente di nuovo, se non appartenenti all’esperienza passata. Si può accedere al futuro, invece, solo con l’intuizione e l’immaginazione, come Albert Eistein , o Max Planck.

La cosa che, però, mi ha molto sorpreso, è il termine Sanscrito Akasa che indica l’etere, e, nell’Induismo, indica l’essenza base le cose di tutte le cose materiali, ossia l’elemento più piccolo del mondo astrale. In Grecia, Democrito, molti millenni dopo, sostenne, al contrario, la indivisibilità  dell’atomo, alfa privativa e temno dividere .

E, poi, c’è’ il processo entropico dell’Universo che , secondo lo scienziato Bohm, viene evitato, come nella legge dell’Entropia, solo da una azione che viene chiamata: la forza della potenza quantistica. E c’è pure l’inconscio quantico, l’stinto di esperienze assunte o fatte, che potrebbero guidare le nostre azioni, ma non sono quelle nate nella mente, come l’intuito. Da inesperto, penso che l’energia primaria, alla fine, si trasforma sempre in una forza d’attrazione, come nel caso della Bussola in cui l’ago punta sempre verso il Nord, e fu questo uno dei motivi del ragionamento. e della intuizione di Einstein.