Le diverse tradizioni della infanzia di Gesù

Si è proiettata domenica sera, giorno 10 Dicembre, alle ore ventuno, su Canale 5, la fiction La Sacra Famiglia, che, ovviamente trattava della infanzia di Gesù e, il giorno seguente, sempre alle ore ventuno, la seconda, ed ultima puntata.

Avendo letto molti dei vangeli apocrifi, ho riconosciuto immediatamente la versione del proto-vangelo di Giacomo e quello, molto simile, dello pseudo Matteo.

Giuseppe, interpretato da Alessandro Gassman, è un vedovo con più figli: il primo Giacomo, il secondo Giuda ed infine una bambina, Sara, che, legalmente, sarebbero fratellastri di Gesù, se non fosse che Maria partorisce per opera dello Spirito Santo, senza quindi come vero padre Giuseppe,essendo già in cinta, rimanendo, vergine come le levatrici Zelomi e Salomé, ebbero a testimoniare, riconoscendo il caso miracoloso, previsto dalle profezie.

Si spiega così, in tal modo, la nascita, di fortuna, in una grotta, ed il successivo spostamento in una stalla, dove il bambino Gesù, viene, quando necessario, adagiato in una mangiatoia. In questo senso, vengono rispettate anche tutte le tradizioni degli appassionati presepisti che, a volte, nelle loro espressive rappresentazioni, fanno nascere il Bambino in una grotta, ed altri che, com Giuseppe e Maria, lo vedono in una stalla, avente una mangiatoia.

I tempi dei Re Magi, nella fiction, sarebbero diversi,in questa versione, cosi come la fuga in Egitto ed il salvataggio del piccolo Giovanni Battista, ma, a 2016 anni di distanza, alcuni dettagli non hanno alcuna rilevanza.

Quello che è messo sopratuuto in evidenza è la figura di Giuseppe, come padre putativo, conscio, anche per amore verso Maria, della eccezionalità della nascita, e del ruolo che gli è assegnato, visto che il bambino, sin dai primi anni, opera miracoli, ed è in grado di disputare, con i sacerdoti, nelle sinagoghe, di ogní problema teologico, o Bibblico, con profonda conoscenza della Torah e delle profezie di ogni tempo.

La fiction riesce a rappresentare i costumi e le usanze del periodo e la vita, in senso realistico, come le difficoltà superate da Giuseppe, in Egitto, sino al suo ritorno a Nazareth, alla morte di Erode.