L’effetto serra

Da vecchio ed appassionato sciatore, non mi è mai capitato di non poter mettere ancora gli sci, il 22 gennaio, a Campitello Matese, all’Aremogna, a Pizzalto, od al Pratello di Roccaraso, ne sulla Maiella, o montagne del Centro Italia.

Alcuni impianti alpini del Nord si sono salvati perché, con i cannoni da neve,  sparando nevischio artificiale solo sulle piste, immettendo ghiaccio sintetico azzurro, hanno potuto, tra tutto il verde circostante, far svolgere le gare internazionali programmate per le coppe del Mondo.

Tutti i meteorologi hanno spiegato il fenomeno con le sempre maggiori conseguenze dell’ effetto serra.

Ma come funziona e che cosa è questo effetto serra?

I raggi del sole attraversano l’atmosfera e, naturalmente, riscaldano la superficie terrestre.

Dalla superficie terrestre, il calore si irradia nell’atmosfera, sotto forma di radiazioni infrarosse, e circa il 30% , di queste radiazioni infrarosse, si perde nello spazio.

In condizioni naturali, circa il 70% di queste radiazioni infrarosse, viene assorbito dal vapore acqueo, e dagli altri gas serra, presenti nell’atmosfera. Gas che agiscono come pannelli di vetro in una serra, che, intrappolando il calore, lo restituiscono di nuovo alla superficie terrestre, come possiamo vedere nei vivai, dove ci sono tendoni trasparenti di plastica, che, creano, al loro interno. un clima più caldo, adatto alle piante.

Alcuni dei gas, presenti nell’aria, detti “gas serra”, hanno la capacità di assorbire il calore di quella quota di radiazioni solari che, una volta “rimbalzate” sulla superficie terrestre, sfuggirebbero nello spazio. Più però, cresce la loro concentrazione, più aumenta la temperatura del nostro pianeta.

Sono “gas serra”, l’anidride carbonica prodotta dai gas di scarico delle auto, dalla combustione del carbone, del petrolio, del metano, dall’attività delle centrali termoelettriche, dai fumi delle industrie, dai fertilizzanti azotati, responsabili delle emissioni di ossido di azoto, infine, e soprattutto, i clorofluorocarburi, responsabili della distruzione della fascia di ozono.

Da ricordare, anche, la continua deforestazione delle foreste tropicali, assimilabili a grandi polmoni, in grado di assorbire l’anidride carbonica, e commutarla in ossigeno.

Se le emissioni dei “gas serra”, proseguiranno ai ritmi attuali, dovremo attenderci, nei prossimi decenni, un ulteriore riscaldamento del pianeta, con conseguenze catastrofiche.

Il riscaldamento provocherebbe un ulteriore scioglimento dei ghiacciai, una espansione degli oceani, un innalzamento del livello dei mari. Potremmo vedere sparire atolli, sparire spiagge, vedere parzialmente sommerse città come Venezia, Trieste, Atene, Amsterdam, e diventare aride nazioni come la Spagna, l’Italia, non più adatte all’agricoltura.

L’International Panel on climate change, in un rapporto commissionato dall’ONU, ha sostenuto che il mondo si sta riscaldando.