Intese spirituali

Sentimenti religiosi, continue dimostrazioni di affetto, pregare mano nella mano, sono le varie componenti di una vera vita spirituale.

Il matrimonio civile non è che la felice legittimazione, a fini sociali, di queste speranze di vita comune, anche se il termine munus, posposto a mater, presuppone anche dei compiti , dei doveri.

Il matrimonio spirituale è il grado più alto di una unione con Dio. Per giungere però a tale livello, è necessario aver superato la cessazione di quei comportamenti condannati dai Comandamenti.

Coloro che vivono secondo gli insegnamenti del Vangelo, troveranno sempre quella serenità che si completa nell’aiutare il proprio prossimo più bisognoso e sentirsi a posto con la propria coscienza.

Noi tutti siamo nati per avere dei sentimenti, perché solo così avremo sempre quella speranza che ci farà superare quello che è il problema più arduo della nostra vita : la solitudine.

San Francesco, dopo che conobbe la giovane Chiara, e il suo spirito, formò con la Santa un solo cammino di preghiera, di elevazione.

Pregavano nello stesso modo, e le loro anime vivevano nella consolazione di realizzare, con l’esempio, e la regola, le volontà di Gesù Cristo nell’aiutare i malati, gli storpi, i bisognosi.

Il matrimonio spirituale, invece, lascia completamente liberi, non viene trascritto civilmente, e volendo, non ha bisogno neppure di farsi trascrivere in chiesa.

Conosco una seria coppia, matura, che impersona uno stato di vita che mi sembra oggi molto diffuso. Lei con più di cinquanta anni, divorziata, con figli che lavorano all’estero. Lui pure divorziato, con qualche anno in più, con i figli lontani .

Dall’amicizia, ebbene, si sono ritrovati impossibilitati a non potersi sposare, in attesa che vengano prima definite le sentenze dei loro divorzi. Ho suggerito, comunque, di farsi benedire da un sacerdote per vivere insieme, e non sentirsi peccatori.

Il racconto della Bibbia che sostiene che Dio per formare la donna, tolse una costola ad Adamo, potrebbe avere, perciò, una spiegazione d’essere. Il Padre eterno voleva che, nella vita, fosse una donna la compagna inseparabile dell’uomo, ossia un suo completamento, perché più madre, e non l’ipotesi di Lilith, formata da altra terra, ed a volte nemica.

La relazione spirituale, è, dopo quanto abbiamo pensato, lo specchio su cui gli attori si abbracciano a livello dell’ anima. Avere, infatti, nello stesso momento, gli stessi pensieri, di essere vicino al compagno, è una gioia ineguagliabile.

Ho ritrovato, per caso, il Natale scorso, la mia prima simpatia, quando avevo diciassette anni, docente di diritto in pensione, ma vedova, e con un figlio seriamente malato.

Con una improvvisa decisione, acquistai, alle bancarelle natalizie, la più bella capanna da presepe e gliela feci recapitare senza mettere il nome del mittente.

Rincontrandoci, qualche mese dopo, ed abbracciandoci, mi disse : ho pensato davvero che me l’avessi mandata tu, come quando facesti quando stavamo al Liceo.

Erano passati 64 anni e il rapporto era finito non per colpa nostra, ma vecchie idee familiari .

Sarebbe inutile cercare questo argomento nella Enciclopedia Treccani, sono miei pensieri per un aggiornamento della vita ai nostri tempi.