Nuovi impianti termodinamici

La scienza, ancora una volta, ci è venuta in aiuto per produrre energia pulita, competitiva con il petrolio.

Lo scienziato Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, ex presidente dell’Enea, è il progettista e protagonista dell’utilizzo delle radiazioni solari, con una nuova tecnologia, che offre vantaggi prima impossibili, chiamata “solare termodinamica”.

Questa tecnica è da non confondere con il “solare fotovoltaico”, che pure è valido per le piccole applicazioni segnali stradali, acqua calda per le abitazioni , termosifoni, piscine. I pannelli solari, in breve, che si vedono spesso in giro.

L’elemento di innovazione risiede nella sua capacità di estendere, ad ogni momento, l’utilizzo dell’energia prodotta, grazie all’accumulo, sotto forma di calore termico al alta temperatura, dell’energia proveniente dal sole, il tutto a bassissimo costo, indipendentemente dalla natura aleatoria della luce, che dipende dal giorno e dalla notte, dall’estate e dall’inverno.

I raggi solari rimbalzano su degli specchi convettori, e colpiscono un tubo ricevitore nel quale scorre un fluido termoconvettore che assorbe il calore. Il tubo, attraverso un sistema di condutture, fa confluire il liquido, in serbatoi di stoccaggio, simili a thermos. Un poco come nei bacini, con dighe, che raccolgono le piogge e le nevi aleatorie, distribuendole in una caduta costante nelle centrali idroelettriche, onde produrre energia elettrica continuativa.

Ricordo che, da ragazzo, vedevo, molte volte, amici accendere mozziconi di sigarette, o sigarette fatte a mano, con lenti di ingrandimento, rivolte sull’involucro.

Orbene, in maniera del tutto analoga, l’accumulo è determinato dalla differenza di temperatura di un sale fuso, conservato in una coppia di contenitori, termostati, rispettivamente caldo freddo, tra i quali si trasferisce, avanti ed indietro, il sale fuso, con l’aiuto di uno scambiatore di calore, che alimenta una turbina.

L’efficienza è del 40% dell’energia termica, convertita in energia elettrica con l’ausilio di un turbo-alternatore.

Il costo è molto basso, ed il sistema di specchi utilizzati semplice, per concentrare la luce sul sottile tubo che, a sua volta, riscalda il sale fuso, tra i due termostati.

Dalla storia ricordiamo, nel 212 A.C., gli specchi ustori creati da Archimede, con cui bruciava le navi romane. Archimede, poi, ucciso da un semplice milite.

Semplificando al massimo, un fluido circola all’interno di tubi, i quali si trovano al centro di lunghi specchi parabolici. Una volta riscaldato questo fluido, ad altissima temperatura, mediante uno scambiatore di calore, si genera quel vapore che aziona una turbina. Questa turbina fa ruotare un alternatore che produce energia elettrica.

Ritengo che bisogna rilasciare una cambiale in bianco a questo grande fisico, autore di moltissime scoperte, come quella dell’uso delle scorie atomiche, nelle centrali nucleari, che è ancora a capo del CERN, (Consiglio Europeo per le Ricerche Nucleari), in quanto si stanno costruendo 20 nuove Centrali Termodinamiche in Spagna, e 2 negli U.S.A.

In Italia, dopo il mancato nucleare, diffuso intorno ai suoi confini, l’energia elettrica ha il costo più alto nella CEE.