Ragione e fede

La ragione, dal latino ratio, dovrebbe essere la facoltà, peculiare dell’uomo, attraverso la quale si esercita il nostro pensiero, soprattutto quello nei rapporti logici e nella formulazione dei giudizi.

Si dovrebbe distinguere in ragione deduttiva, quando si procede dal generale verso il particolare, ragione induttiva, o intuizione, quando dal particolare si procede verso il generale. Ragione abduttiva, quando, dalla migliore informazione si passa alla migliore spiegazione, procedimento importante per il metodo scientifico.

Per Kant, è il potere di sintetizzare i concetti dell’intelletto, ragione pura a a priori. Quando, invece, si occupa della morale, ragione pratica.

Ne è venuto fuori, però, un altro termine: intelletto. Dal latino, “intus e legere”, leggere dentro, ossia la capacità di creare delle idee. L’insieme delle idee, correlate alla memoria, costituirebbero la nostra capacità intellettuale, che è una delle caratteristiche più importanti della mente.

Un concetto moderno della mente, per inciso, per tutti coloro che sono costretti a lavorare con i Personal Computer, visto che i PC hanno molte analogie con la mente, è che il cervello è l’ Hardware, e la mente il Software.

L’uomo, per questo, dopo i progressi della filosofia di Kant e le sue dodici categorie, e l’enunciazione dei termini fenomeno e noumeno, ha molteplici risorse nella conoscenza delle verità. La Filosofia ci porta a porci il senso della vita, la capacità speculativa, propria dell’intelletto, ci porta ad elaborare forme astratte di pensiero, nella speranza di costruire un sapere rigoroso, sistematico, logico, consequenziale.

La fede, invece, è la risposta dell’uomo alla Divinità, che gli si rivela, apportando luci al senso ultimo di una vita saggia, come suggerisce anche Siddharta Buddha nel Nirvana, estinguendo i desideri che rendono l’uomo schiavo .

La fede, in ultima analisi, vede anche nella filosofia la via per arrivare a fondamentali verità, concernenti la vita del’essere umano, ossia il fine ultimo dell’esistenza.

Ma c’è una considerazione da fare: il corpo, avendo una struttura materiale, è destinato a scomparire, ma l’amore, i sentimenti, i pensieri, le loro idee, hanno una vita eterna,

L’uomo saggio è, naturalmente, colui che ama e ricerca la verità, ed alla luce della ragione sa riconoscere la sua strada, ma la può percorre se, con animo retto, inserisce la sua condotta nell’orizzonte della fede.

Fede e ragione, quindi, non dovrebbero essere separate, senza che venga meno, per l’uomo, la possibilità di conoscere il mondo, il metafisico, l’eterno.

Scienza e religione, anche partendo da presupposti diversi, per il bene comune, dovrebbero aiutarsi, in quanto la fede potrebbe dare un senso maggiore alla scienza.

Viviamo in un’epoca percorsa da grandi inquietudini e grandi problematiche socioeconomiche. Terrorismo, rapimenti, populismo, fondamentalismo, sono entrati nella nostra vita. Ci si sente destinatari di una violenza cieca che può colpire ovunque e chiunque.

I Media ci parlano di un mondo che non trova le chiavi per dare ai conflitti vere soluzioni, mettendoci di fronte, giornalmente, a continue tensioni. Le frontiere della tecnologia, della scienza, della ricerca (es. missili), ci fanno temere che le scoperte, se non sono dettate dal marketing, possono sfuggire al controllo di una etica consapevole.

Avvertiamo, pure, una latente crisi delle democrazie, della loro incapacità di governare il mondo, dominato sempre più dagli interessi delle multinazionali, dalla globalizzazione che ci sta portando a situazioni nuove in quanto il know-how si sposta in stati con costi lavoro molto minori.

Madre Teresa parlava anche della probabile futura povertà della nazioni ricche, degli emarginati, per essere la ricerca del profitto,per la maggior parte del genere umano, il maggior valore.