Siamo, ormai, in una società multietnica

Questa estate al mare, con i nipotini, abbiamo incontrato, gente d’ogni paese: marocchini, cingalesi, tunisini, “i vucumprà”, con tanti articoli da vendere, ragazze cinesi che, sulla spiaggia, invitavano ogni bagnante a fare un massaggio, polacchi che guidavano i piccoli pullman degli alberghi, bionde ucraine, polacche, rumene, addette alla pulizia delle stanze degli hotel, lituane, alla reception, per imparare la nostra lingua.

I bambini, si sa, fanno sempre domande nonno perché questi sono neri, mentre la nostra pelle è bianca?

Ed io a rispondere nel mondo ci sono tanti paesi, con climi diversi. Se uno vive all’equatore o nei tropici, per lui la pelle scura è più utile, perché è protetto dal sole. Ha il naso più corto e le narici più aperte, perché non ha bisogno di riscaldare l’aria che respira, come avviene nei paesi più freddi.

E, naturalmente, chi è esposto al sole per molte generazioni, modifica quei pigmenti che trasmetterà, poi, ai figli. Si calcola che ogni quaranta chilometri più a Sud, verso l’equatore, si riscontra un piccolissimo cambiamento.

Se si vive vicino al Polo Nord, si è bianchissimi, perché si ha bisogno di ogni raggio di luce, in funzione della melanina che, al contrario, imbrunisce.

E ci sono voluti 500.000 anni, perché gli individui si differenziassero, visto che il genere umano parte dall’Africa, come dicono gli scienziati. Il problema della pelle è stato, perciò, all’origine, solo un problema di adattamento all’ambiente, considerato che una volta non esisteva l’aria condizionata che permetteva ad ognuno vivere dove preferiva.

Cosi come l’adattamento biologico al freddo, ai forti venti, alle alture, alle qualità specifiche del cibo, magari carente di qualche vitamina, di altre popolazioni, come cinesi, giapponesi, tibetani.

Secondo gli antropologi, tutto sarebbe causato anche dai geni. Gli europei con un aminoacido, nel gene, chiamato treonina, tutti gli altri popoli, con un aminoacido, nel gene, chiamato alanina.

Ma la vera differenza, ormai accertata è solamente culturale, psicologica, non di intelligenza.

Nell’ultima cena di Leonardo, Gesù aveva la pelle scura ed i capelli crespi, e, così, tutti gli apostoli, tranne uno che era bianco : Giuda, colui che lo tradirà.

Differenze, quindi di usi, di idee. Per esempio, da noi, e trai bianchi, un giovanotto ed una ragazza, quando si amano, si baciano. Se sono eschimesi, invece, si fregano il naso.

Chi usa gli igloo, chi le tende, chi le capanne di carta di riso, o di bambù, o di terra seccata, chi palazzi di mattoni, e chi di cemento, chi d’acciaio.

Il cinese, per dimostrare il lutto, si veste di bianco, da noi di scuro. Nei matrimoni, i tailandesi, e molti asiatici, espongono corone di crisantemi.

Davanti alla Madonna, noi recitiamo il rosario. In Giappone, nei templi di Kyoto, la stessa cosa, soltanto che i grani della corona sono molto più grandi, cosi come quelli dei mussulmani.

Chi usa il calendario lunare e chi quello solare. Chi ha messo, come gli Etruschi, monili e vasellame accanto ai defunti, e chi, come i pellirosse acqua e cibo. Chi pensa ad un paradiso con fanciulle meraviglie, e chi pensa che risorgeremo, altri, nella metempsicosi che ci rinasceremo in un altro essere, secondo le azioni della nostra vita.

Noi usiamo le auto, gli eschimesi slitte con mute di cani, i pellerossi si vestono con pelli di alce o di antilope, molti cacciatori del Nord, con quelle di orso.

Per gli scambi noi usiamo la moneta, in certe zone dell’Africa si usano ancora le pecore, da cui il nome pecunia, in altre i cammelli, nei mari del Sud, i denti di cane.

Se arriva un ospite tra gli esquimesi, questi gli offre una delle sue mogli, da noi, magari si paga l’alloggio nell’albergo.

Ma l’intelligenza non è legata alle razze. Tutto dipende da come uno viene allevato. L’influenza più importante sul progresso intellettuale, è la cultura e la civiltà nella quale si vive. Ogni essere umano è fatto in modo che può funzionare nei limiti del saper della sua gente, della sua cultura, parlare il suo linguaggio, seguire i suoi costumi.

Il trasferimento di individui da culture, tecnicamente arretrate, a culture progredite, ha dimostrato che ogni persona, non evoluta, può impadronirsi delle tecnologie più avanzate, vedi attualmente Internet, perché siamo tutti eguali, genealogicamente.

Un bambino che non studia, che non va a scuola, sarà, però, meno acculturato di chi studia, si impegna, ma le strutture mentali sono simili in tutti, ciò che fa la differenza è il clima culturale nel quale si cresce.

Naturalmente sarà avvantaggiata quella nazione che avrà migliori scuole, più scienziati, università, cliniche, musei, biblioteche, attrezzature sportive, ma, come già detto, alla base, come nello scheletro, in natura non ci sono disparità.