Simpatia, antipatia, empatia, tifo

Da più giorni seguo, su Sky, le partite di tennis del più importante torneo americano, gli U.S. Open, a Flushing Meadows, New York.

Vi partecipano i più grandi campioni del mondo, tutti i top ten della categoria uomini e donne, perché fa parte dei quattro tornei del campionato mondiale: Australian Open, su erba sintetica, Open di Francia (Roland Garros), su terra rossa, Wimbledon, a Londra, sull’erba, U.S. Open, su cemento, chiamati Tornei del grande Slam.

Il nome è stato preso dal gioco di carte del Bridge, in cui si chiama Slam, il risultato massimo raggiungibile sull’avversario, ossia tredici prese, su tredici.

Lo spettacolo, con i miracoli delle varie riprese televisive, da ogni angolazione, ripetizione dei colpi più belli, richiesta di Challenger, per i colpi incerti, è quanto mai coinvolgente, per gli appassionati di questo sport.

I giocatori, con indosso tute eleganti, sono quelli con la miglior classifica raggiunta nell’anno, con le loro vittorie, o piazzamenti nelle varie gare ATP.

Fra le donne, poi, vi sono atlete di grande bellezza fisica e maestria personale, Nell’usare la racchetta, nel colpire la palla, nel realizzare dei colpi eccezionali, segnalati poi con il cerchietto rosso, cosi come, tra gli uomini, esemplari atletici, dalla spiccata muscolatura, per le tante corse, ed i continui sforzi, che sono costretti a fare. Con gli attuali telai di fibra, si sono raggiunte battute, ossia rimesse in campo, della velocità di 250 Km orari. Perla cronaca, il termine” tennis”, deriva dal francese ” tenez” quando, cioè, la palla era rimessa in campo, nel lontano passato, da inservienti delle parti.

Orbene, mi sono chiesto come mai, nello sviluppo della partita, pur non conoscendo personalmente alcun giocatore, si finisce con il far tifo per un tennista, od una tennista, indipendentemente dalla loro indiscussa bravura, desiderando che vinca uno, invece che un altro.

Simpatia, antipatia, empatia, tifo?

L’attuale esempio è Agassi, che si è ritirato dopo 21 anni di professionismo, a trentasei anni, il quale ha ricevuto ovazioni da tutti gli spettatori, e tutti i colleghi perché, con la sua personalità, il suo modo di giocare, i suoi pantaloni di jeans, le sue magliette fluorescenti, ha fatto epoca come i suoi rovesci a due mani, o i suoi cross di diritto, diventando l’uomo immagine del tennis mondiale, più dei suoi colleghi più titolati, l’idolo che ha saputo portare questo sport, a dimensione di spettacolo come la sua Las Vegas, facendo finire la sua magica carriera in un pianto generale. Rispetto ai giovani ventenni, dopo più incontri, non era in grado di recuperare le forze, dopo tanti malanni fisici, causati dalle continue torsioni, di questo gioco.

Questo, sicuramente, un caso di simpatia, e forse anche empatia, in quanto lo spettatore soffre perché il vecchio campione soffre, perché ci si immedesima nel suo momento, nei suoi sforzi, contro l’usura del tempo.

Il termine simpatia, deriva dal greco “sympatheia”, parola composta da “sun +pasco”, letteralmente “patire insieme”, “provare emozioni con…”.

Lo stato psicologico della simpatia è molto simile a quello dell’empatia, ma non identico. L’empatia è sentire direttamente le emozioni dell’altra persona, come lei le sente, ma non si intende, o può, alleviare le sue sofferenze. Nella simpatia, al contrario, si intende aiutare la persona.

In parole più semplici, la simpatia è l’attrazione verso persone o cose, come effetto di una personale vibrazione energetica che si sente al livello fisico, emotivo, mentale.

C’è anche che vuol sembrare simpatico, per averne un riscontro, ma questa è ipocrisia.

Da tener presente che, simpatico, o antipatico, è anche un modo corrente per esprimere un giudizio su persone o situazioni, in quanto la nostra mente, di norma, cataloga e schematizza ogni in contro, ogni situazione.

Tifo, invece, è qualcosa di diverso, nasce, in genere, dall’ammirazione, o disapprovazione di comportamenti. Tifo, ad esempio, per una giocatrice, e sarei contento che vincesse, perché il suo comportamento è sportivo, leale, signorile, indipendentemente dalla bellezza o dal valore.

L’accanimento, il voler rubare qualche punto, un comportamento aggressivo, rissoso, litigioso, sono forme devianti della nostra considerazione, stima, per cui si è portati a parteggiare più per qualcuno, che per un altro, sia che sia persona, o team.

Ma tifo, “tufos”, in greco significa, fumo , fantasia, e quindi i motivi potrebbero essere anche illusori, far parte solo di credibilità.