Trascendenza e materialismo

Il mondo va decisamente, lentamente e con molta fatica, attraverso eventi cruenti, vedi Iraq, verso una Democrazia liberal-popolare, tendente ad un accettabile stato di diritto.

E comunque è da tenere a mente che, storicamente, la democrazia inglese ha pur impiegato più di seicento anni per sistemarsi e funzionare, con il voto segreto, libero per tutti.

I dati sono confortanti: nel 1900, c’erano solo quattro nazioni democratiche. Nel 1974 erano ben trenta, ai nostri giorni circa 120.

Il ventunesimo secolo, ci si augura, sotto la spinta anche degli americani, sarà il secolo delle democrazie e del libero mercato, come da previsione del politologo vivente, Michael Mandelbaum.

È necessario, però, rifarsi, a quelle dottrine incubatrici, che si diffusero dalla metà del 1700, per comprendere le ideologie che furono causa delle conseguenze dei funesti anni passati.

Francois-Marie Voltaire pubblicò, tra le altre opere “II Dizionario filosofico: l’uomo al naturale, senza e contro ogni rivelazione, Redenzione e Chiesa”.

Nel 1777, fu la volta della “Enciclopedia Francese”, con scritti di Montesqiue, Diderot, D’Alambert, Voltaire ed altri, impostata sul razionalismo, naturalismo, con espressa negazione d’ogni Rivelazione trascendente.

Jean Jacques Rousseau pubblicò, inoltre, nel 1762 il suo “Contratto Sociale” e” L’Emile”, sostenendo che: “L’uomo nasce buono ed ordinato, e non ha bisogno della Rivelazione divina. E’ la società l’unica causa di rovina e di corruzione, ma la stessa società saprà liberarsi con eliminazioni, anche radicali”. Purificare, ha significato, e significa, ovviamente, soppressione degli avversari.

Robespièrre, noto per le facili ghigliottine, fini col sostenere che l’uomo è un semplice risultato del caso natura, perciò era consentito una libera mattanza di migliaia di persone , tra cui, ricordiamo, i reali, Lavoisier, Chenier, monaci, suore, pensatori.

Augusto Comte pubblicò “La politica logica” e “La filosofia positivista”. Secondo queste, naturalmente, era vero solo ciò che si sarebbe visto, o si sarebbe toccato , preconizzando che, quando più sarebbe un avanzamento delle tecnologie ed del cammino del progresso, tanto più sarebbero scemate le religioni e le fedi.

Darwin, con la sua “L’origine delle specie, degli animali e dell’uomo”, teoria evoluzionista, contribuì, casualmente, al pensiero materialista dell’epoca.

Carlo Marx, nei suoi scritti, tra cui il Capitale, impostò la sua dottrina sull’ateismo e sul materialismo storico, dando l’illusione che, con la violenza, si poteva giungere all’equità, alla giustizia, al benessere, instaurando una dittatura del proletariato, attraverso la soppressione fisica di quanti avessero idee opposte.

Gramsci, al contrario, nel comunismo dal volto umana, parlò solo della eliminazione culturale e morale degli avversari, attraverso una opportuna rieducazione.

Ebert Schmutt, studioso emerito della rivoluzione francese, ebbe a dimostrare che, lignominia di ogni espansionismo rivoluzionario, sia napoleonico, che comunista, nazista, fascista, aveva la sua fonte nell’illuminismo, e che il materialismo non era altro che un’antitesi Kantiana perché, da tale posizione, intellettuale e morale, l’Uomo sarebbe caduto nell’inganno di giudicare assoluto ciò che è relativo e relativo ciò che è assoluto.

La crisi della famiglia, di conseguenza, sarebbe nata dall’annullamento dei più importanti valori tradizionali.

E la famiglia, per questo, sarebbe stata costretta a soccombere perché i valori sarebbero tutti puntati sulla ricerca del piacere, fine a se stesso, o del successo ad ogni costo.

Ma, per quanto questa primordiale istituzione possa perdersi, io penso, ha sempre connaturata in se stessa, specie nei confronti dei figli, i doni dell’onestà e dell’equilibrio che, ne avverta o meno la presenza, derivano sempre da qualcosa di trascendente, che potremo chiamare coscienza, Dio.

La parola trascendenza deriva dal latino “trans”, oltre, e “scandere”, salire, e significa superare il sensibile.

Antonino Zichicchi, il grande fisico vivente afferma: “Una cultura superficiale, specialmente sospinta dai successi presunti, o reali della tecnologia, che non è vera scienza, allontana dal Creatore. Una autentica scienza, che è studio di tutta la natura, e della Creazione, con le debite riflessioni sulle relative cause ed effetti, moto, ordine, e finalità, presuppone un Creatore, sempre presente.

Lo stesso Albert Einstein, nel suo “Come vedo il mondo” dichiara: “…se l’universo fosse retto dal caso, bisognerebbe chiamare il caso, Figlio di Dio”.

Ed invece, i mezzi di comunicazione di massa, cosi l’ora di religione, sempre più deserta, continuano a minimizzare l’ordine di ciò che esiste, senza dimenticare il primo genocidio di cristiani cattolici della Vandea, per il semplice fatto di essere contrari ai principi inoppugnabili dei lurni del Settecento.

Napoleone Bonaparte, sembra giusto ricordarlo, mandò a morte, nei campi di battaglia, centinaia di migliaia d’uomini, la migliore gioventù di Francia e d’Europa, non per difendere i popoli, ma per la sua sete di gloria.

La rivoluzione comunarda di Parigi, del 1871 costò molte migliaia di morti, sol perché la Francia aveva firmato una pace con la Germania.

Ben due guerre mondiali, rivoluzioni planetarie, la bolscevica, la cinese, la cambogiana, la balcanica, ecc., ecc., hanno causato la morte di ben 280 milioni di morti.

Una religione trascendente, che, democraticamente, predichi umiltà, obbedienza, temperanza, solidarietà, discernimento, fraternità, collaborazione, carità, moralità, onestà, può risolvere i problemi dell’umanità, che sono l’invidia, la pigrizia, l’accidia, l’egoismo, lo stato sono io, la sopraffazione, la violenza più di ogni altra teoria materialistica.

E la storia sembra confermare questo anelito, questo desiderio di libertà.