Per più giorni non ho scritto perché affetto dalla Sindrome del Mugnaio, malattia professionale derivata dall’aver aspirato per circa sessantacinque anni polvere di grano e di semole. Ma questo non è il motivo principale perché, innamorato della mia campagna, non appena arrivate le Ferie Augustalis, mi sono messo a nuotare, contento di essere tornato giovanotto, ma ignaro delle conseguenze : Polmonite sulla Sindrome, con chiamate del 118, e ricovero d’urgenza per dieci giorni al Cardarelli con serio pericolo di vita.
Graziato dalla perizia dei Professori del terzo piano del nosocomio, son tornato a respirare l’ossigeno delle querce, ma passando il tratturo Celano Foggia poco distante dalla campagna, ed avendo in molti posti 160 metri di larghezza, ed il secondo per lunghezza, Km. 211, ne ho approfittato per conoscerne i lati più belli; soprattutto il paese di Civitacampomarano, Civita Mauranus, ridotto a 200 abitanti, da una prima torre del XII secolo, con un circuito murario di forma trapezoidale, castello oggi monumento nazionale, che conserva l’aspetto di antico gigante, nonostante il terremoto del 1805 che ha rimaneggiato due torri.

Il suggestivo maniero, da una prima torre del XII secolo, forse sannitica o romana, , fu totalmente ricostruito su una collina a 520 metri d’altezza, con tre torrioni, circolari e merlati, con basamento a scarpa, che è meta di numerosissimi turisti, incantati dalle sue storie.
La ricostruzione : Ogni torre è dotata di feritoie e collegata ai camminamenti di ronda, con ambienti per il corpo di guardia e l’alloggiamento di armi. E la mia eccezionale guida fu la esperta Dottoressa Lidia Ciafardini, innammorata del Paese, da non volerlo lasciare, nonostante lavori a Termoli.
L’ingresso principale, tramite uno scalone di 12 gradini, è dalla parte orientale, con un portale in stile catalano-aragonese, del XV secolo.
Sopra la chiave di volta, è dato osservare due stemmi: Quello superiore è della famiglia Carafa della Spina, ed è costituito da tre fasce attraversate da una spina posta in banda; quello inferiore è di Paolo di Sangro: uno scudo gotico a sette bande, con elmo sul cimiero, unito a quello dei Monforte, rappresentato dalle due rosette poste accanto allo scudo.


Questa fusione rappresenta l’unione delle due famiglie. Lo stemma è poi sormontato da un drago che ha sotto le zampe due gigli capovolti, a dimostrazione del tradimento della due famiglie nei confronti degli Angioini, per l’improvvisa alleanza con gli aragonesi, ottenuta nella battaglia di Sessano del 1442.
Da questo livello si ha accesso alle torri ed al cammino di ronda. Sotto la torre maggiore, una scalinata interna porta al fossato ed alla prigioni. Intorno a questo edificio si sviluppò poi il borgo, ad eccezione del lato meridionale che si affaccia su rocce scoscese, a strapiombo.

Alle spalle, una colossale torre con un grosso orologio, che fungeva anche da campanile della chiesa di Santa Maria Maggiore, di cui rimangono solo i resti di una costruzione di grandi dimensioni, distrutta però dal terremo del 1903, e non più ricostruita.

Paolo di Sangro aveva sposato Abenante di Attendolo, degli Sforza di Cotignolo, che gli portò in dote il feudo di Gioia in Puglia. Non sappiamo come sia nato questo matrimonio, ma certamente la loro unione fu feconda tanto che Paolo ebbe con Muzio Attendolo, e soprattutto con il figlio di Abenante, Francesco Attendolo, accordi che furono determinanti anche nel condizionare la vita di Cola di Monofore, suo genero.

Paolo di Sangro aveva tradito la causa angioina alla vigilia della storica battaglia di Sessano del 1442, mentre a Napoli, Giovanna II, con appena 15 cavalieri, abbandonava il campo di battaglia, per fuggire verso la Marca.
Dunque i rapporti tra Paolo di Sangro e la famiglia Attendolo Sforza erano particolarmente stretti. Prima però di prendere strade diverse in occasione della battaglia di Sessano, Paolo di Sangro aveva chiesto a Giovanni Sforza di intervenire con una propria cavalleria nell’intento di sostenere l’ esercito di Antonio Caldora.
Come notizia, infine, Giovanna II, per opera del figlio di Attendolo, Francesco Sforza, il quale sposando Bianca Maria Visconti, era divenuto il Duca di Milano, fu incoronata alfine a Napoli. Difficile, comunque, districarsi fra i vari intrighi che impegnarono anche il Castello di Ferrazzano.
Posso solo aggiungere che, Paolo di Sangro, nella sala principale del maniero, aveva dato in sposa sua figlia Altabella al Conte princeps Cola di Monforte Gambatesa, di Campobasso, il 21 novembre del 1450, da cui nacquero due figli : Giovanni ed Angelo. Ma che il Conte Cola si macchiò di uxoricidio nel 1465, nel credere di essere stato tradito. Ma la dott. Lidia mi ha detto : solo perché aveva visto la domestica con gli abiti della moglie stare col suo amante. Forse per il Conte Cola il periodo peggiore.
Valente uomo d’armi, allievo di Giacomo Caldoro, compagno di Jacopo Montagano, morì a Padova di peste, nel 1468.
Il tratturo che parte dalla Marsica, si compone di 12 tappe : Roccaraso, San Pietro Avellana, Pietrabbondante, ed i paesi che ho potuto visitare : Civita Campomarano, Castelbottaccio, con più tratturelli, Lucito, con il Castello dei Marchesi Capocelatro, che avevano il Giustiferato di Foggia, Morrone del Sannio, alto circa 850 metri, un angolo di Paradiso sospeso nel cielo, ed un panorama che lascia intravedere, nei giorni migliori, le isole Tremiti. Ripabottoni, forse il paese più bello, con i Palazzi del Principe Paolo Francone, della famiglia Cappuccilli, e la bellissima chiesa di Maria Assunta, con quadri di Paolo Gamba, allievo del Solimene, nato pure a Ripabottoni, e la sontuosa piazza, con la monumentale Fontana, dono dei paesani.



Il tratturo che attraversa il parco della Maiella, il parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise è transitabile a piedi, e si completa con Sant’ Elia a Pianisi, San Giuliano di Puglia, Lucera.


Partendo dal Lago del Fucino, il Tratturo è sicuramente uno dei più affascinanti perché offre ancora squarci di rara bellezza, non ancora tutti conosciuti.

Il 4 Agosto del 2009 ci fu, con lo storico Franco Valente, un’occasione irripetibile per comprendere le vicende, gli intrighi i tradimenti del Castello di Civitacampomarano.