Le chiese storiche del Molise

Le chiese storiche che risulterebbero più importanti.

Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso
Cattedrale di San Pietro apostolo Isernia
Cattedrale di San Pardo Larino
Chiesa di San Leonardo Campobasso
Cattedrale di san Basso Termoli
Chiesa di Santa Maria del Canneto Roccavivara
Cripta di San Casto Trivento
Chiesa di Santa Maria di Casalpiano
Chiesa di San Giorgio Petrella Tifernina
Chiesa di Santa Maria della strada Matrice
Chiesa di Sant’Emidio Agnone
Chiesa di San Bartolomeo Campobasso
Chiesa di Sant’Antonio Abate Campobasso
Chiesa di Santa Maria Assunta Guardialfiera
Chiesa di San Nicola Guglionesi
Chiesa di Santa Maria della Libera di Cercemaggiore
Chiesa di Faifoli a Montagano
Chiesa Rupestre di Pietracupa
Chiesa di San Vincenzo al Volturno
Convento di San Nicandro Venafro
Chiesa dell’Annunziata Venafro

Forse mancherà qualche chiesa che non conosco, ma saranno molto poche.

Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso

Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso. La storia del Santuario, ora Basilica Basilica minore, ha inizio il 22 Marzo del 1880, quando due contadine: Fabiana Cicchito e Serafina Valentino, seguendo le loro pecore, videro una grande luce e la Madonna col il Cristo morente. Sparsasi la notizia, intervennero in molti per il miracolo. Fra questi il conte Acquaderma di Bologna, col il figlio affetto da grave malattia.
Miracolato il figlio, il conte, invitando ognuno e tutte le organizzazioni religiose, invitò tutti a lavori che furono completati, con l’aiuto di ognuno, nel 1975, lasciando il Santuario nella Diocesi di Bojano Campobasso.

Cattedrale di Isernia

Santuario di San Pietro Apostolo, Isernia. E’ l’edificio di culto più importante della città. Sorge su un tempio pagano del III secolo A.C.. Avendo subito molti terremoti, tra cui quello del 1349, la costruzione si definisce medievale. E’ ubicata nel centro storico della città, ovvero nella piazza Andrea di Isernia. In sede di restauro, si volle, da parte degli isernini, ricordare l’antica bellezza del tempio Romano. L’interno è molto sfarzoso e vi sono molti reperti di grande valore.

Duomo di Larino

Cattedrale di San Pardo, o Duomo di Larino. Nel giugno del 1928, Papa Pio XI la elevò a Basilica minore. Voglio ricordare che Larino era l’antica Frento, capitale dei Frentani, conquistata dai Romani che vi avevano inserito un bellissima arena per gli spettatori, e vi era venuto Cicerone per difendere Aulo Cruenzio. Nell’arena si continua molte a tenere spettacoli classici di grande interesse.
La facciata della chiesa, dedicata a san Pardo e Maria Assunta, è gotica con pietre grezze. Il rosone, a tredici raggi, non dodici, è sostenuto da mensole. La chiesa, ricostruita su qualche antico tempio, venne terminata nel 1312.

Chiesa di San Leonardo di Campobasso

Chiesa di San Leonardo a Campobasso. La chiesa fu costruita in romano gotico nel 1300 e gestita dai Domenicani nel 1338. Con il trasferimento del Fonte battesimale dalla chiesa di San Giorgio, divenne la prima chiesa della città medievale. Per i due terremoti del 1456 e del 1805, che arrecarono notevoli danni, la chiesa dovette subire notevoli riparazioni e trasformazioni. Già, infatti, nel XIV ci furono altre riparazioni in stile gotico, fino a che, nel 1900, la nuova scalinata di accesso alla chiesa , ebbe a sostituire quelle più vecchie, più esili e compatte.

Cattedrale di Termoli

Cattedrale di San Basso di Termoli. La cattedrale di San Basso è situata nel cuore del borgo antico, adiacente al Palazzo Vescovile La chiesa realizzata in pietra di taglio locale e preziosi marmi è dedicata a Santa Maria della Purificazione. La presenza delle reliquie del Santo Patrono, ne fa la cattedrale più venerata di San Basso. Mentre, di San Timoteo, come compatrono, furono scoperte le sue ossa nel 1932 e sono ancora in attesa di una costruenda chiesa. Le reliquie di Santo furono ritrovate nel 1760. La cattedrale è un faro di luce. verso l’Adriatico, ed è del sesto secolo, sulle rovine di un tempio di Castore e Polluce, in stile Romanico Le reliquie del Santo furono trovate sottoterra, in una grotticella sotto l’altare principale. Ma tutto è incerto e sono certe solo due date : 5 dicembre, giorno del suo martirio sotto l’imperatore Decio, e 3/4 Agosto, giorno delle celebrazioni del Santo, con processioni in mare e spettacoli pirotecnici.

Chiesa di Santa Maria di Canneto

Chiesa di Santa Maria di Canneto Roccavivara. La chiesa, di puro romanico,, chiamata Madonna del Sorriso, è posta sul greto del fiume Trigno che segna il confine tra Molise ed Abruzzo, in un ambiente davvero molto suggestivo. La sua origine è databile tra XI e XII secolo ed il suo maestoso campanile nel 1329. Sul posto esisteva una sontuosa Villa Romana ed una fiorente azienda agricola. La fede in Maria fu annunziata, dopo il Concilio di Efeso del 423 d.c. nel VI secolo, dai Vescovi di Trivento. I Benedettini vi rimasero sino al 1474. Dopo questa data tutto rimase in abbandono e degrado, fin tanto che il sacerdote Don Duilio Lemme di Roccavivara fece di tutto per riportarla all’antico splendore con l’aiuto di tutti i paesani e la chiesa, quindi, ritornata ad essere da vedere, come nel passato, fu riaperta al culto nel 1935.

Cripta di San Casto

Cripta di San Casto Trivento. La Cattedrale è dedica a San Nazario, Celso e Vittore come risulta da un data del 1076, ma la parte più antica, la cripta, è dedicata San Casto, presumibilmente nel XII secolo. La tradizione vuole che fu edificata su un antico tempio dedicato alla dea Diana. La volta della Cripta è a Crociera con archi a tutto sesto che poggiano su sedici colonne in pietra. di cui otto monolitiche, e due pilastri rettangolari, con molte scritture tra il duecento ed il trecento : Guesus Aug trement Dianae numine ius posuit. o, sacerdote di Diana, e su altre molte sculture lignee.

Santa Maria di Casalpiano

Chiesa di Santa Maria di Casalpiano. Nell’area archeologica di Casalpiano sono state scoperti i resti di una villa romana, la residenza di Rectina, amica di Plinio il Vecchio, e da questi salvata nel 79 d.c., dall’ eruzione del Vesuvio, nel’ area di Pompei. Già prima del VI secolo, l’area era stata trasformata in una necropoli con molti scheletri di donne bambini ed vi era stata costruita la chiesa di sant’Apollinare, che ora non esiste più. L’odierna chiesa di Santa Maria, in magnifico stile romanico-molisano, rivela molto più del suo aspetto spirituale, per cui è molto ricercata come sede matrimoniale, pur non avendo molto posti a sedere A fianco vi sono i resti di un altra antica chiesa. Il Paese è stato sempre chiamato come lo spione del Molise, e per la sua altezza di 839 metri ha un panorama eccezionale.

Chiesa di San Giorgio

Chiesa San Giorgio di Petrella Tifernina. Situata nel centro storico di Petrella Tifernina, la chiesa di San Giorgio Martire è il complesso architettonico absidato a tre navate. La tradizione vuole sia sorta di resti di un antico insediamento sannita, e fu costruita per volontà del Magister Epidius intorno al 1211. Altri sostengono che si chiamava Alferid ed era longobardo il costruttore della prima chiesa di Sa Giorgio. La facciata è in pietra a capanna e la simbologia cristiano-pagana può classificare la costruzione come Biblia pauperum, Bibbia dei poveri.
Sul Portale centrale, nella lunetta, è inseritala scultura raffigurante Giona, inghiottito e poi rigettato dalla balena, prefigurazione delle morte e resurrezione di Cristo.
L’interno si presenta a pianta basilicale a tre navate. Altra particolarità è l’asimmetria dei pilastri e dei relativi archi. La chiesa di Petrella è stata definita “ Tempio vivo “ per le scene scolpite, sia religiose che pagane. Su tutte le sculture troviamo scolpite croci a coda di rondini, La croce greca fu concessa ai templari da dal Papa Eugenio III. Storicamente, ci risulta che un forte contingente di Templari spagnoli e francesi fu mandata in aiuto a Luigi VII. L’episodio fa pensare a Cavalieri Crociati o Cavalieri Templari che costruirono la chiesa tra il 1150 ed 1211 o ne furono custodi.
Il Fonte battesimale, lavorato in un unico blocco di Pietra, con tre petali trinità, sei creazione ed otto petali la rinascita attraverso il battesimo.
Tra le notizie non conosciute c’è quella che la Sacra Sindone sarebbe stata custodita all’interno della chiesa di San Giorgio. Dal 1578 a Torino. Dal 1993 proprietà della Santa Sede, lasciata in eredità da Umberto I di Savoia al Papa. La sacra Sindone sarebbe l’orma dei Templari. Sabato 2 e Domenica 3 Luglio 20011 sarebbero venuti, per la seconda volta, 130 componenti dei Cavalieri Templari. Questa chiesa è lo scrigno del Molise ed ha un antico Crocefisso che ho aiutato a restaurare.

Santa Maria della strada

Chiesa di Santa Maria di Matrice. Lontano dal rumore della civiltà moderna, in aperta Campagna, su una stupenda collina in agro di Matrice, si trova Santa Maria della Strada, un gioiello della architettura del 1100, che sembra raccogliere tute le qualità del genio architettonico italico. Una tradizione intrigante parla di un certo Re Bove che l’avrebbe costruita in una notte, I bassorilievi, gli ornamenti esterni, il campanile costruito a margine della chiesa del periodo longobardo, collocano l’opera in puro stile romanico, anche se non mancano influenze arabe bizantine. La chiesa a tre navate, simbolo della Trinità, con dodici colonne, simbolo dei dodici apostoli. Il Tempio, inoltre, è rivolto ad Est, dove nasce il sole, simbolo di Cristo.
Le origini della chiesa, in onore della Madonna, erano gli anni a cavallo del secolo XII secolo, ma i rovinosi terremoti del 1456 costrinsero i monaci Basiliani, e poi i Benedettini ad abbandonare il sito, che cadde in abbandono. Solo, per opera del cardinale Orsini di Benevento, venne riaperta al culto, nel 1703. .
All’interno c’è al statua in legno raffigurante la Madonna con il Bambino che regge una pala, simbolo del Mondo, portata dai monaci Basiliani, forse i primi ad erigere ed abitare il convento. Poi un crocifisso in legno, l’acquasantiera del 1400, che pare che sia stato Cola di Monforte a donarla, e tante altre statue, non facili da comprendere nel loro significato teologico.
La villa, situata a circa 200 metri a nord della Chiesa, fu fondata nel III secolo a.C. ed aveva tutte le attrezzature dell’epoca,

Chiesa di Sant’Emidio

Chiesa di Sant’Emidio di Agnone. La chiesa di Sant’Emidio è uno degli edifici religiosi medievali più belli ed interessanti del Molise, splendida testimonianza dell’arte scultorea agnonese del XIV secolo, Situata all’inizio del corso principale di Agnone, la chiesa è la più rilevante del paese, spesso chiamata duomo. Visitata specialmente per il suo portale in pietra, sembrerebbe risalire al XIII secolo, opera degli scalpellini di Pescopennataro, compone uno degli scorci più suggestivi del Borgo alto molisano, adagiata lungo il corso principale, tre i palazzi e il teatro Italo Argentino. Al corpo di fabbrica originario, nel 1443, vennero aggiunte altre sezioni in st5ile gotici, dono di alcuni mercanti ascolani che si recavano ad Agnone per commerciare tessuti. Il meraviglioso portale è il prodotto artistico dei abili scalpellini agnonesi. Sempre sulla facciata, è presente una croce stazionaria settecentesca, All’interno della chiesa c’è il notevole altare in legno e la cena degli apostoli costituita da tredici statue in legno pregiato. Per i forti terremoti, Sant’ Emidio è il protettore delle città, a partire del XIII secolo.

Chiesa di San Bartolomeo

Chiesa di San Bartolomeo in Campobasso. Chiesa di San Bartolomeo è una delle più antiche testimonianze dell’arte romanica di Campobasso. La chiesa risale alla metà del XIII secolo. Di ispirazione pugliese, il protiro è molto schiacciato quasi non fosse non più che una altorilievo, all’interno del protiro è presente una lunetta suddivisa in due sezioni: la prima rappresenta il Cristo redentore, benedicente alla greca, l’altra è a sua volta divisa in otto figure trapezoidali che circondano i simboli dei quattro evangelisti, e su ognuno dei quali vi è un dottore della Chiesa d’Oriente e Occidente, contrapposti a due a due.
L’interno della chiesa, come lascia intuire la stessa facciata, è divisa in tre navate da file di colonne prive di base e con capitelli geometrici unite tra loro da archi a tutto sesto. Vi sono due portali gotici ed elementi appartenenti a diverse epoche, forse a lavori di restauro, in differenti periodi.

Sant’Antonio Abate

Chiesa di Sant’Antonio Abate di Campobasso. La Chiesa di Sant’ Antonio Abate è una delle più grandi chiese di Campobasso e vanta di essere la più ricca di opere d’arte La chiesa risale al 1572 ed è, in stile barocco. Si narra che la chiesa sia stata edificata sui resti di un antico edificio sacro, quest’ultimo fatto erigere al di fuori della seconda cerchia muraria da Cola di Monforte nel 1458. Secondo altre leggende, la costruzione dell’attuale chiesa nacque come oratorio fuori le mura nell’antica piazza chiamata “Maiura” o “Chiaia”, e fu trasformata in chiesa nel 1572 dalla Congrega delle Maestranze. La facciata presenta un coronamento orizzontale con un portale barocco. Il suo interno si compone di un’ampia navata, dove, distribuiti due per ogni lato, compaiono quattro altari barocchi che inquadrano importanti tele del Seicento napoletano. Gli altari sono dedicati a Sant’Antonio Abate, a San Benedetto, al Sacro Cuore ed a Crocefisso. Lungo il registro superiore della navata corrono affreschi che illustrano storie della vita di S. Antonio Abate.
Il presbiterio, separato dall’aula da un arco trionfale, ospita l’altare maggiore.
La chiesa è stata restaurata negli anni ’80 del Novecento. La parte interna è molto semplice dal punto di vista architettonico, ma la sua vera grande importanza è data dal grande volume di opere d’arte che custodisce.

Chiesa di Maria Assunta

Chiesa di Maria Assunta di Guardialfiera. La chiesa Parrocchiale di Guardialfiera si trova alla sommità del paese e vanta origini molto antiche ( XII secolo). Numerosi elementi romanici e gotici presenti sui muri, testimoniano che l’edificio ebbe uno sviluppo architettonico e decorativo di rilievo. I restauri effettuati nella cripta, sono stati estesi all’interno della chiesa ed hanno messo in luce forme strutturali che spiccano sula pietra, in contrasto con le porte intonacate Lo sviluppo dei muri perimetrali da l’estensione della costruzione nelle quali le parti più antiche sono caratterizzate dall’uso di pietre lavorate, diseguali senza l’uso di malta.
IL terremoto del 1456 e molti incendi rovinarono la chiesa. Il Campanile fu ricostruito nel 1958 e le tre navate ad una sola. Sulla facciata orientale si apre la Porta Santa cha viene aperta per le indulgenze, eccetto negli anni giubilari, il 3 Giugno.

Chiesa di San Nicola

Chiesa di San Nicola, Guglionesi. Le terre di Guglionesi, le più panoramiche della Regione, sono state rese famose dallo scrittore molisano Francesco Jovine, nel libro :Le terre del sacramento. Ma la chiesa più famosa ed antica non è la chiesa di Santa Maria Maggiore, ma la chiesa di San Nicola che risale alla fine del XIII secolo. Sulla
Facciata vi sono cinque archetti ciechi, con quattro capitelli decorati a motivi vegetali. L’arco centrale del portale d’ingresso, presenta una lunetta in cui sono s colpiti un leone, un grifone e, in alto, una piccola testa di toro. L’interno diviso in tre navate ed è segnato dall’imponenza dei pilastri e degli archi ogivali. Una ripida scalinata consente l’accesso al presbiterio, rialzato in virtù di una cripta a tre navate, con copertura a crociera, sorretta da basse colonne Sulle pareti delle navate due dipinti: San Nicola e una Madonna tra le nuvole, circondata dagli angeli. Piccola , ma possente, la chiesa è tra gli esempi più importanti del romanico molisano.

Santa Maria della Libera

Santa Maria della Libera, Cercemaggiore. Il Convento Santa Maria della Libera Fu edificato, a partire dal 1489, grazie alle donazioni di Alberico Carafa e Giovannella di Molise La sua storia inizia, però, idealmente nel 1412, anno in cui fu la tradizione colloca il rinvenimento della statua lignea della Madonna orante di Cercemaggiore. Intorno al 1414 è attestata la costruzione di una primitiva cappella, poi distrutta dal terremoto del 1456, e, sul finire del secolo, la realizzazione del convento domenicano.
Il convento, dotato di importanti privilegi e possedimenti, riuscì a sopravvivere a ben due provvedimenti soppressivi, uno francese di Gioacchino Murat, l’altro di Augusto Turgis , ma perdendo la farmacia di cui era dotato. Durante la Seconda Guerra Mondiale, ebbe un momento di uova vitalità divenendo un importante luogo di Rifugio . Il convento era organizzato attorno a due chiostri, uno a san Domenico, costituito da un cortile circondato da sedici campate coperte da volte a crociera, da cui biblioteca, refettorio, cucine dormitori ed altro, il secondo chiostro a San Vincenzo. Vi sono quadri di valore, come quello dell’ultima Cena e della Madonna di Costantinopoli, Purtroppo, il15 ottobre 2017, i frati predicatori hanno lasciato i locali conventuali che sono stati occupati da un nuova comunità religiosa chiamata Maria Stella dell’evangelizzazione. Per me , che ne conosco tanti, rimane il più bel convento del Molise e delle regioni circostanti.

Chiesa di Faifoli

Chiesa di Faifoli a Montagano.. La chiesa di Maria Assunta ha profonde radici storiche risalenti alla metà del 1100-1200. A segnare la storia e le trasformazioni della chiesa, sono stati tre terremoti: quello del 5 Dicembre 1456, quello del 26 luglio 1805, quello del 31 ottobre 2002. La struttura è caratterizzata da una pianta a croce latina ed è divisa in tre navate. Proprio grazie alle sue dimensioni è considerata una delle più grandi ella diocesi L’architettura è semplice, ma arricchita dalle opere dei vari artigiani della pietra, del legno, e del ferro. Da una teca si conserva un frammento del SS. Legno della croce, che viene portato solennemente nella festa del 2 e 3 Maggio. La testimonianza storica più antica è una iscrizione sul capitello del portale d’ingresso, in relazione alla quale conosciamo la data di elevazione del portale, vale a dire l’anno 1260. Dal 1456,sino al 1700, della abbazia non si hanno più
notizie. Il 5 luglio del 1795, la chiesa fu riconsacrata e restaurata ad opera del cardinale Vincenzo Maria Orsini che donò l’unico altare, sul quale poggia la Madonna con il Bambino. Elemento, particolarmente importante, custodito all’interno della chiesa, è la statua della Madonna della Transumanza, scultura in legno, che rappresenta la Vergine adagiata su un tronco di quercia, con accanto due angeli.

Cripta rupestre di Pietracupa

Cripta rupestre di Pietracupa sottostante alla chiesa. Tra le grotte più grandi che un tempo era utilizzate come abitazioni dai primi abitanti di Pietracupa, abbiamo la cripta rupestre sottostante alla Chiesa superiore, semirupestre. Questa grotta è stata adibita ad usi diversi, nel corso del tempo. Molto probabilmente all’inizio. tra il VI ed il VII secolo d.C., la grotta era abitata da un cenobio, comunità di persone che, nell’incalzare delle invasioni, nel’ assenza di ogni protezioni, si rifugiavano in luoghi nascosti e solitari, implorando la clemenza di Dio, Poi, verso l’anno mille si decise di costruire un castello, a difesa della valle. I monaci cenobiti si trasferirono in una abbazia, nella contrada San Pietro, e nella grotta venne organizzato un posto di guardia. Nel 1360, alfine, venne costruiva, per la popolazione, un chiesa dedicata a San Gregorio.
Quando questa fu distrutta dal terremoto del 1456, la grotta venne restituita alla sua funzione sacra e così nel paese è ricordata ancora come la Chiesa vecchia. Quando nel 1575, poi, venne ricostruitala chiesa di San Gregorio, la grotta venne utilizzata come tribunale del Barone, come prigione. Ancora sono visibili dei sistemi giudiziari dell’ epoca, come incatenamenti e tratti di corda. Negli anni 70, con la venuta del parroco Orlando Di Tella, la grotta divenne il luogo di preghiera della comunità, impropriamente detta cripta. Tra le opere più importanti nell’interno, vi è un bellissimo crocefisso del 1500 senza braccia, che sembra voler dire a tutti : Siate voi le mie braccia, e l’altare circolare è tutt’ora il palmento del vecchio mulino del paese. Vi sono conservati un Bambino Gesù di legno di olivo, proveniente da Nazareth, un calice di legno acquistato a Betlem, ambedue benedetti personalmente da Papa Giovanni Paolo II, esposti ed utilizzati nelle feste di Natale alla presenza di personalità, zampognari e torce di quanti ritornavano a casa per le feste.

Chiesa di San Vincenzo al Volturno

Chiesa di San Vincenzo al Volturno. Prima della sua costruzione, sull’area su cui nacque l’abbazia, vi era un insediamento di epoca tarda romana, in seguito tra il V ed il VI secolo, furono realizzate la Chiesa e l’area funeraria. Si racconta che il cenobio nacque a cura di tre di Benevento: Paldo, Tato e Taso che, nel 731 investirono il loro patrimonio per la sua realizzazione. Ma l’abate di Moriana li spronò a fondare anche un’altra abazia dove v’era un oratorio diroccato dedicato a San Vincenzo. La fondazione dell’oratorio, invece, si deve a Costantino il Grande. Con l’arrivo dei Franchi l’abazia si trovò in una zona di confine tra Franchi e Longobardi. Il 27 marzo 787, il re dei Franchi concesse all’abbazia privilegi fiscali e giurisdizionali, tali da farla annoverare tra le maggiori abbazie europee. Nel corso del tempo, però, tra terremoti, saccheggi di saraceni, subì diverse sorti. Nel 1115, Papa Pasquale consacrò la nuova chiesa ma più terremoti e l’espansione di Montecassino fecero decidere di affidare a Cassino, nel 1669, la totale amministrazione, affidando ad altra comunità religiosa benedettina di suore provenienti dal monastero di Regina Laudis. In tempi, relativamente recenti, il monastero ha subito pesanti danni, conseguenti i Bombardamenti della II Guerra Mondiale. Da Ricordare la cripta costruita tra l’824 e l’842 dell’Abate Epifanio. oggetto di studi dell’architetto Franco Valente, il più esperto delle antichità del Molise.

Convento di San Nicandro

Convento di San Nicandro. Percorrendo la strada che da Venafro conduce ad Isernia, dopo aver percorso un breve tratto rettilineo ci si trova dinanzi la chiesa di San Nicandro. Sul perché sia stata posta fuori dell’abitato, restano più ipotesi, ma la più sentita è quella popolare. Infatti la tradizione vuole che in quel luogo, intorno al secolo X, sia stato ritrovato il sarcofago contenente le reliquie di San Nicandro. La chiesa è tra le più antiche costruzioni medievali della città e fa pensare una ricostruzione avvenuta al XIII secolo. La facciata subì sopraelevazione databile al cinquecento, e nel 1949 fu realizzato l’attuale campanile .La chiesa fu officiata dai Basilani fino al 1554, anno in cui Sisto V abolì l’ordine. Per molti anni rimase abbandonata, sino quando venero i cappuccini nel 1573, rimanendo sino al 1811 anno di soppressione degli ordini monastici, ritornandovi nel 1816. Come notizia, riportare alla luce il sarcofago S. Marciano e S. Daria furono due Cappuccini.
Secondo una narrazione, anche Carlo d’Angiò, alla vigilia della Battaglia di Benevento, avrebbe fatto visita e si sarebbe prostrato dinanzi all’altare della chiesa. Papa Nicola IV, nel novembre del 1290 concesse indulgenza a tutti i visitatori della chiesa Ogni anno, esce un liquido dal sarcofago che si ritiene miracoloso e viene chiamato, la manna, di, San Nicandro. Infine, importanti lapidi romane sono state ritrovate dal Momsen.

Chiesa dell’Annunziata

Chiesa dell’Annunziata di Venafro. Si tratta di una delle chiesa più interessanti e di valore artistico della cittadina e del Molise, sede dell’omonima confraternita. Sorge nella parte alta della città, in largo Annunziata, ai piedi del Castello Pandone, e possiede il campanile più alto della città. Nel 1386, i membri della Confraternita dei Flagellanti, si unirono per la stesura dell’ atto ufficiale di fondazione della confraternita dell’Annunziata. La chiesa, detta dai confratelli “ la Lenziana”, rappresenta un misto di sentimenti religioso e valori civici per il fatto non solo il concreto riferimento popolare civico delle cerimonie liturgiche, ma anche il luogo di conservazione del busto reliquario del martire San Nicandro, e conseguentemente il luogo di inizio e fine delle cerimonie liturgiche legate alla festa patronale del santo. Nel11616, furono avviati i lavori della cupola, mentre il soffitto della navata grande fu completato nella metà del XVIII secolo, La torre campanaria laterale è Barocca, ma poggia sul primo troncone in pietra del campanile gotico. L’interno è a navata unica che accoglie l’affresco centrale della Madonna in gloria tra Santi e Apostoli. Il Caòo altare si erge su tre gradini realizzato in marmi policromi, La tela del capo altare è l’Annunciazione di Giacinto Diano, e vi sono altre opere di pregio. La cupola fui realizzata dal 1619, per volere del priore, e poggia su un tamburo con raffigurazioni allegoriche delle Quattro Virtù. Presso un grande cappella, custodito in una nicchia, si trova il busto reliquari di San Nicandro..