Il Molise ha la prima Porta Santa della Cristianità

Nelle festività Natalizie del 2019, mio figlio Giuseppe, memore del mio
amore per i presepi, e la mia particolare condizione per il recente lutto che mi aveva colpito, onde sollevarmi dal doloroso torpore che mi stava attraversando, pensò di portarmi a vedere lo spettacolare presepe vivente di Guardialfiera.

Il più grande evento della Cristianità, nella storia dell’umanità, era
allestito, come da più anni , nel borgo vecchio di quel paese, trasposto
come in un lembo della Galilea, tra case antiche che conservano ancora,
pur nelle ristrutturazioni, la caratteristica delle pietre a vista.
Il mistero della nascita del Redentore qui riviveva nei vicoli, nelle
casupole, negli scantinati. dove operavano filatrici, fabbri, ciabattini, vasai,
soldati. Ed ancora, pastori, scalpellini, falegnami, ossia scene d’ogni luogo
e d’ogni tempo.

Presepe vivente di Guardialfiera

Tutto il paese, poi, i proprietari delle case, i giovani, gli anziani, recitavano
se stessi, continuando le proprie attività, per condurre il visitatore nella
Betlemme di 2000 anni fa. Nella salita, tutta di scalini, si poteva ammirare,
infatti, la rappresentazione di antichi mestieri, alcuni dei quali
riproducevano effettivamente oggetti in terracotta, utensili da cucina, e
sgabelli di legno.
Il visitatore, poi, nel salire, veniva accompagnato da musiche natalizie, dal
suono della zampogne, e venivano offerte caldarroste, fettine di formaggio
appena fatto, pizze calde.
Alla fine della salita, si arrivava, quindi, ai piedi della cripta della antica
cattedrale, quasi quella grotta dove, con Giuseppe, la Madonna e l’asinello,
un umile bambino faceva le veci del nato Gesù.
La chiesa, ricca di iscrizioni latine, di antichi simboli, di disegni, destò la
mia attenzione. Nell’osservare le sue facciate, quella nella piazza e quella
con le scale, seppi che aveva ospitato anche un Papa. Mi venne l’idea,
quindi, di studiarne la storia, considerato che circolavano voci di
remissioni di peccati , di concessione di diocesi.

Guardialfiera

E così, cosa che non sapevo, mi trovai a conoscerne le sue affascinanti
vicende: Il Papa tedesco era Leone IX, nato Brunone dei conti di
Egisheim-Dagsburg, venerato poi come Santo il 19 Aprile, parente
dell’imperatore Enrico III, il quale , per salvare la diocesi di Larino-
Termoli, a capo di 6000 militi, italiani e svevi, il 18 giugno 1053, si era
scontrato con le forze normanne capeggiate dal Conte Umfredo
d’Altavilla, ed d’altri importanti esponenti, fra cui Roberto il Guiscardo,
eroe del combattimento, che, disarcionato tre volte, era sempre risalito sul
suo cavallo.
Tutti gli altri paesi e villaggi, gli avevano sbarrato le porte per timore delle
sicure rappresaglie normanne, per cui Leone IX trovò affettuosa
accoglienza solo nel borgo di Guardialfiera.
I Normanni disponevano di 3000 cavalieri e 500 fanti e la Battaglia ebbe
luogo il 17 e 18 giugno 1053, alla confluenza del torrente Staina, nel
Fortore, presso il ponte romano.
Il Papa aveva assunto il comando nella zona di San Paolo Civitate, come
barone feudale, ma i Normanni, benché svantaggiati, sorpresero nel sonno
l’esercito papale, uccidendo anche gli ultimi soldati Longobardi.

Fonti storiche riferiscono che Leone abbandonò Civitate , arrendendosi al
nemico, per evitare ulteriore spargimento di sangue. Altre fonti riferiscono
che furono gli abitanti di Civitate a consegnare il Pontefice ai Normanni
che rimase prigioniero, non si sa se a Civitate o a Benevento, nove mesi,
durante i quali fu costretto a ratificare una serie di trattati favorevoli ai
Normanni, togliendo loro la scomunica.
Leone IX considerò i caduti in battaglia come martiri e promosse
sacramenti che promettevano remissioni di peccati,. considerato il valore
religioso dello scontro, in quanto risultava che questi avevano combattuto
per la Chiesa.
Al paese di Guardialfiera, che lo aveva accolto con molto affetto, concesse
come ringraziamento, la Diocesi, la prima porta Santa che, come nel Tempio di Salomone, a coloro che l’attraversavano, come diceva il profeta
Ezechiele, incontrando il Signore, sarebbero stati rimessi tutti i peccati.

Leone IX

A questo punto, sentii il bisogno di scrivere al Papa Bergoglio, che
conoscevo per aver assistito alla Sua Messa in Santa Marta, con il
Monsignore Orlando di Tella, per l’autorizzazione a mettere quella Porta
Santa nella Cattedrale del Paese, fatta dalla antica Fonderia Pontificia, in
Agnone, di Armando Marinelli. Papa Francesco, visto l’artistico
manufatto, benedicendolo, diede la sua approvazione incaricando il
Vescovo della Diocesi di Termoli-Larino, Monsignor De Luca, della sua
collocazione questo primo Giugno, in occasione di quanto promesso dal
Papa Santo Leone IX, santificato dal successore Papa Alessandro II, che
aveva compreso la sofferenza e gli intenti del predecessore.

Monsignor De Luca


Le famiglie FERRO, con tutto il personale direttivo del Pastificio La
Molisana, sentirono il bisogno di partecipare a quanto faceva onore al
Molise, e furono presenti alla grande festa del Paese, assieme a tutti i suoi
abitanti.
Una banda di musici, dette inizio alla cerimonia, presente il Sindaco, gli
Assessori, i tanti sacerdoti accorsi ed il Vescovo De Luca, le Autorità
militari, i Carabinieri in alta uniforme, e, infine, anche molti dei paesi
vicini.
Il vescovo De Luca, alla presenza del Dott. Marinelli e sua moglie, artista
dei tanti simboli del manufatto, e mia presenza, salirono accanto alla Santa
Porta, posta alla sommità di una larga scalinata che saliva alla Chiesa, e
con tre tocchi, e frasi in latino, benedisse la porta.
Quindi, entrati dall’ altra porta, in corrispondenza della piazza, il Vescovo
De Luca presenziò, dall’ antichissimo sedile cattedratico di pietra, ed il
Vincastro, alla Santa Messa, discorrendo della Miracolosa Porta,
prolungandosi poi sulla Santità del matrimonio e degli altri Sacramenti.
Una visita della chiesa, del suo organo, dei suoi simboli, delle sue scritte in
latino, della sua Cripta, che conservava i ancora i vecchi utensili per
trebbiare il grano, la discussione della antica funzione dei sacerdoti,
fecero terminare la festa.

Sui canali di Tele Molise e il canale religioso del digitale n. 604 della
Misericordia, c’è stata la rappresentazione della funzione.