Disquisizione sulla Resurrezione di Gesù Cristo

E’ stato affermato, con chiarezza, che la Resurrezione di Gesù non può essere considerata un ” evento storico “, in grado di trascendere la storia stessa, non verificabile con notizie di storici, ma richiede un atto di fede.

La morte in croce di Gesù, e la fede dei discepoli nella sua resurrezione, sono l’elemento principale da cui partire dopo il ritrovamento del sepolcro vuoto, e, successivamente, le apparizioni di Gesù ai discepoli .

Non possiamo, però, trattare l’argomento se prima non cercheremo di inquadrare la personalità di Gesù Cristo. Cominciamo, quindi, col riportare, durante il Battesimo, una voce dal Cielo: Questo è il mio figlio prediletto del quale mi sono compiaciuto.

Da un punto di vista documentale e cronologico, le prime testimonianze le troviamo nelle lettere di Paolo di &Tarso e nel Vangelo di Matteo, l’evangelista che riporta l’eccezionale discorso di Gesù sulla montagna, e la preghiera del Padre nostro, con la notizia che l’angelo sostava sopra la pietra che era servita come chiusura.

Inoltre, ciò che Filippo aveva chiesto : Signore mostraci il Padre e ci basta. Rispose allora Gesù : da tempo io sono con Voi e tu non mi hai ancora conosciuto sufficientemente. Chi ha visto me, ha visto il Padre. Non credi tu, dunque, che io sono nel Padre, ed il Pare è in me. Le parole che io Vi dico, le dico come mie, ma il Padre le dice in me.

Di più, ciò che Filippo chiese: Signore mostraci il Padre ed a noi basta. Rispose allora Gesù: da tanto tempo sono con Voi e tu non mi hai ancora conosciuto sufficientemente. Chi ha visto me, ha visto il Padre. Non credi tu, dunque, che io sono nel Padre, ed il Padre è in me. Le parole che Io vi dico, non le dico di me, ma il Padre Le dice in me, per le sue opere. Io ed il Padre siamo una cosa sola.

Aggiungo che Gesù, andato coi discepoli in un luogo chiamato Getsemani, conscio del supplizio della croce a cui era destinato, per la salvezza dell’umanità, ebbe a dire al Padre : Non sia fatta la mia, ma la tua volontà.

Molti, quindi, considerano la Trinità la dottrina centrale della Religione Cristiana, ossia che il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo sono tre persone, in una sola Divinità. Mentre Dio, come padre, è uno e trino, Gesù figlio, vero uomo è sempre Dio, così come anche lo Spirito Santo. Gesù, con Dio padre, e lo Spirito Santo, formano, infatti, la Trinità.

Ci riportiamo ad una dimostrabile similitudine : Altezza, lunghezza, profondità. Solo per fare un paragone, diciamo che l’acqua può essere liquido, ghiaccio o vapore. O il sole, che può essere considerato, al tempo stesso, luce, calore, radiazione. Una realtà, ossia, che potremmo definire tridimensionale, come la Trinità.

E’ bene aggiungere che il tema della storicità della resurrezione di Gesù è al centro di complessi dibattiti, in quanto vi sono argomentazioni di carattere filosofico, teologico, ed anche linguistico. Una parte dei biblisti continua a sostenere la storicità della Resurrezione, come a proposito della tomba vuota e delle apparizioni, facendo leva sulla testimonianza dei Vangeli che, secondo la loro opinione, riportano cose realmente avvenute.

La morte in Croce di Gesù e la fede dei discepoli, sono, quindi, sicuramente l’elemento principale da cui partire, insieme al ritrovamento e le apparizioni di Gesù da parte discepoli, se si eccettua l’ostinazione di Tommaso. Ma, dai racconti dei Vangeli, uno storico, potrebbe solo dedurre che alcune donne sono andate al sepolcro, ma solo che dentro non vi fosse il corpo di Gesù.

Da un punto di vista documentale della Resurrezione, invece, come già detto, la prima testimonianza è sicuramente rinvenibile nelle lettere di Paolo di Tarso, denominato l’Apostolo Gentili, nella sua prima lettera ai Corinzi. Partendo poi, dal Vangelo di Marco che, secondo gli storici, è il più antico, si nota solo che donne andarono al sepolcro e lo trovarono vuoto, ma un giovane avrebbe loro detto che Gesù non era più lì, ma avrebbe aspettato i suoi discepoli in Galilea.

Nel vangelo di Matteo, l’angelo è posto fuori da sepolcro, ed è seduto sopra la pietra che era servita, come chiusura, come già scritto. Lo stesso Angelo, però, testimonia alle donne che Gesù apparirà in Galilea, nel mentre i membri del sinedrio, avvertiti dalle guardie, suggerivano queste parole : Dite così’, i suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo.

Il racconto di Luca, in lingua greca, presenta ulteriori varianti. Mentre le donne si interrogavano sull’accaduto, apparvero loro ben due angeli che annunziarono la resurrezione di Gesù. Le donne, allora, corsero ad informare gli apostoli.

La narrazione di Giovanni è ancora più particolare. Pone l’attenzione su Maria di Magdala che sarebbe accorsa da Pietro, e dal discepolo che Gesù amava, e che arrivò per primo.

Tutte le quattro versioni dei Vangeli, comunque, fanno cominciare le loro versioni con il ritrovamento della Tomba vuota, avvenuto la domenica mattina. Maria Magdala, infatti, nel giorno dopo il sabato, si recò al sepolcro di buon mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra del sepolcro era stata ribaltata. Corse, allora, da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava e disse loro : Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto. Uscì allora Simon Pietro, insieme all’altro discepolo, e si recarono al Sepolcro. Correvano tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse anche Simon Pietro e vide le bende per terra ed il sudario che gli era stato posto sul capo, ma piegato in un luogo a a parte. Solo allora entrò l’altro discepolo, vide e credette. Non avevano compreso la Scrittura che Egli doveva resuscitare dai morti.

Passiamo ora a ricostruire l’evento. Dopo la morte in Croce, la sepoltura di Gesù fu una operazione provvisoria, in quando essendo ormai un’ora serale e si approssimava, con il tramonto, il Sabato ebraico, in cui è noto era proibita ogni attività, il corpo di Gesù fu avvolto in lenzuolo candido, e deposto nel sepolcro nuovo, scavato nella roccia, appartenente a Giuseppe di Arimatea, membro del Sinedrio, ma ormai seguace di Gesù.

Dopo la Parasceve, vigilia del sabato, quindi, non appena sepolto Gesù, i Sacerdoti ed i Farisei, si recarono da Pilato ricordandogli che Gesù, quando era ancora in vita, aveva detto : Dopo tre giorni risorgerò. Ordina, quindi, che il sepolcro sia vigilato fino al terzo giorno, perché non vengano i discepoli, lo rubino, e poi dicano al popolo : E’ risorto dai morti. E Pilato, secondo solo nel Vangelo di Matteo, autorizzò il sigillo al sepolcro, e dispose diverse guardie per controllarlo.

Quando le donne si recarono per completare le unzioni del corpo e la fasciatura, vi fu un terremoto ed un Angelo sfolgorante, disceso dal cielo fece rotolare la pietra, che era davanti al sepolcro e si mise a sedere su di essa, dicendo : Non abbiate paura, Cristo è risorto e vi precede in Galilea. Maria, infatti, stava all’esterno e piangeva. Mentre era in lacrime, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti .Ed essi le dissero: Donna perché piangi, Chi cerchi ? Signore, chiese sempre Maria : se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto ed io andrò a prenderlo. Gesù le disse : Non mi trattenere, perché ancora non sono salito al Padre, ma và dai miei fratelli e di’ loro : Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro. Maria di Magdala andò subito ai discepoli per dire che era vivo, ed anche che Gesù le aveva anche detto di aspettarli.