CONSIDERZIONI POLITICHE, STORICHE

Desidero riportare uno degli articoli più belli letti, capace di spiegare l’animo umano di coloro che comandano le nazioni, le guerre, il futuro, attori delle diversità nell’ambito della lingua, dell’arte, dello sport, del rispetto, che riesce a spiegare l’economia di una guerra, le convenienze di una intenzione.

Lunedì sera, il presidente della Russia Putin, in diretta nazionale e mondiale, ha di fatto riconosciuto ed affermato l’indipendenza delle due autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, nell’Ucraina orientale.
Ha parlato della storia dello Stato Ucraino, in cui ha fondamentalmente affermato che il Paese non è mai esistito come entità autonoma, ma è sempre stato una terra russa, spingendosi a sostenere che l’Ucraina moderna è stata una creazione della Russia bolscevica.

Donbass

Ed affermato, con il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che il Paese non avrebbe avuto nemmeno il diritto di essere dichiarato una nazione sovrana.
Nel marzo 2014, ad esempio, subito dopo il contestato referendum che aveva preceduto l’annessione della Crimea alla Federazione Russa, aveva descritto la penisola come una parte inseparabile della Russia, e definito il passaggio della regione Ucraina come un saccheggio ai danni della Russia, sottolineando come la nazione russa (intesa come gruppo etnico) fosse stata dispersa forzatamente attraverso nuovi e (arbitrari) confini statali dopo il crollo dell’Urss, un evento storico che il presidente (ex ufficiale del Kgb) pare non aver mai digerito.

Lavrov

Di più: Kiev avrebbe privato i russi ucraini della loro lingua e memoria storica e a forzarne l’assimilazione. In quest’ottica, l’annessione della Crimea era l’unico modo per fornire aiuto ai russi della regione e per riportare quest’ultima sotto il controllo amministrativo di Mosca.

Lo scorso luglio, in un lungo saggio intitolato, non a caso, sull’unità storica dei russi e degli ucraini, Putin aveva di nuovo sostenuto che l’Ucraina apparteneva alla Russia e che la formazione di un’identità nazionale ucraina separata da quella russa va considerato un progetto anti-russo. Si è riferito a russi e ucraini come ad “un solo popolo, un tutto unico, definendo i due Paesi aventi “lo stesso spazio storico e spirituale”.

Russia di Kiev

Nella sua personale ricostruzione della storia eurasiatica, ucraini, russi e bielorussi condividono la medesima identità poiché discendono dalle tribù slave, baltiche e finniche che nel IX secolo hanno creato la cosiddetta Russia di Kiev, un regno che si estendeva dal Mar Bianco al Mar Nero. Attraversando i secoli successivi, Putin ha richiamato le varie guerre che hanno visto i russi combattere in quella che è oggi l’Ucraina e sottolinea come questo nome, derivato dal russo antico “okraina”, significhi “periferia”, mentre le guardie di frontiera erano chiamate “ocraini”. Ha infine passato in rassegna le trasformazioni territoriali che hanno interessato l’area a causa del succedersi dei grandi Imperi centrali del XVIII-XIX secolo, fino alla nascita dell’Unione sovietica.

Ma gli storici hanno chiarito di non essere dello stesso avviso.
Si tratta di una versione distorta della storia, ampiamente criticata da storici ed esperti. Benché esistano innegabilmente molti e forti legami storici, politici e culturali tra Russia e Ucraina, queste rimangono due entità separate, evolutesi autonomamente.

URSS

Quello che il Cremlino presenta come una questione identitaria è piuttosto un patrimonio storico comune, come è il caso per molti Paesi le cui storie si sono incrociate e che si sono contaminate a vicenda. Anzi, a dirla tutta, è stata proprio la Russia a tentare a più riprese l’integrazione culturale e linguistica dell’Ucraina.

Sia sotto l’impero zarista che nell’Urss, lo studio e l’uso della lingua ucraina furono vietati con l’obiettivo (mai completamente raggiunto) di assimilare il Paese alla nazione russa.
Ad essere precisi, comunque, non si può considerare l’intera Ucraina come un blocco monolitico. Le regioni meridionali ed orientali del Paese, infatti, sono sempre state più vicine alla Russia, con cui confinano e nella cui sfera d’influenza sono finite prima rispetto a quelle centro-occidentali.
Un legame che persiste ancora oggi, con molti abitanti di quelle zone che hanno origini russe, parlano russo, guardano la tv russa e comprano prodotti russi con rubli russi al supermercato. Non è un caso, dunque, se Mosca ha annesso proprio la Crimea e se ha da sempre sopportato i ribelli separatisti nel Donbass.
E tuttavia, anche oggi nelle aree russofone dell’Ucraina la stragrande maggioranza della popolazione ritiene che il Paese debba restare indipendente.

Lenin

Tutta colpa di Lenin?
Un altro cavallo di battaglia dell’inquilino del Cremlino è la tesi secondo cui l’Ucraina moderna sarebbe stata creata da Vladimir Lenin, il leader comunista padre della Rivoluzione russa e fondatore dell’Unione sovietica. Questi, nel 1917, aveva fatto dell’Ucraina una repubblica socialista distinta da quella russa, pur all’interno dell’Urss.
Ma anche questa è una forzatura. Il sentimento nazionalista ucraino esisteva già da secoli: semmai, la decisione di Lenin di non assimilare Kiev a Mosca rifletteva proprio il fatto ch gli ucraini avevano sviluppato da tempo una propria identità nazionale e culturale.
Questo fu evidente nel 1991, quando a seguito del collasso dell’Unione sovietica l’Ucraina diventò uno Stato dopo che oltre il 92% degli ucraini avevano scelto l’indipendenza attraverso un referendum.

Timothy Snyder

Secondo Timothy Snyder, docente di storia e relazioni internazionali all’Università di Yale, il conflitto sull’Ucraina ha a che fare con il passato, più che con la Storia. “Ha che fare con qualcosa come la memoria o il mito o la memorializzazione o i modi selettivi che i governi e i leader scelgono per parlare del passato e per insegnare ai loro cittadini come pensare il passato ,ha detto Timothy Snyder.

“La mia sincera opinione è che l’Ucraina è il Paese più interessante d’Europa”, ha aggiunto Snyder; E’ un luogo che ci aiuta a capire altri luoghi ed ha molto da dare in termini di comprensione. Non è un vuoto, ha concluso.
“Non è solo un luogo che viene definito dalla Russia. È un luogo che ci aiuta a definire noi stessi.”

Zelensky, presidente dell’Ucraina