Il Paese che è la Perla del Molise

Il giorno in cui il potere dell’amore supererà l’amore per il potere, il mondo potrà scoprire la pace. La frase è del Mahatma Gandhi. E’ dal 24 febbraio del 2022 che stiamo ogni giorno seguendo in televisione gli eventi della guerra che la Russia ha promosso nei confronti della Ucraina, determinando contrasti politici, economici nelle nostre società. E’ un mio intento ricercarne le origini.

Il mondo, inteso come futuro, dagli australopitechi del pliocene, è da sempre pervaso dal senso del miglioramento delle condizioni di vita e, quindi dei sentimenti, quali bellezza fisica che collega l’atto neurale con la decisione : l’istinto; rispetto, armonia. la scienza sa, però, che nel corpo umano c’è un luogo, ossia in quel modello di comportamento che ha la caratteristica di essere ereditato dall’ essere umano: il mammifero. Caino ed Abele sono la verità del comportamento umano nella maggior parte dell’umanità.

Theodor Mommsen

Ho chiesto a molti amici quale è il paese perla del Molise perché vi è un particolare che lo distingue. Bagnoli, infatti, si presenta come una perla tra il fiume Trigno ed il torrente Vella. Si divide in due zone: Terra di sotto e Terra di sopra. Dialettalmente è chiamato “ la Preta “, ed è uno tra i più pittoreschi comuni del Molise, arroccandosi su quelle bellissime morge del posto da meritare l’appellativo, secondo il Mommsen, di “La perla del Molise”.

Sulla sua origine non si sa molto. Si ricorre a tre differenti leggende: la prima vuole che il borgo sia stato edificato da un nobile romano il quale era solito bagnarsi là dove le acque del Trinum erano più calde e ricche di minerali. Una seconda vuole che le prime abitazioni sorgessero attorno ad un complesso termale, da cui il nome di “ Balneoli “. La terza fa risalire l’origine al periodo delle invasioni barbariche, quasi certamente i longobardi che, per motivi di sicurezza, si accamparono sotto “ la Preta”, creando il primo agglomerato di case, che poi diventò il rione di Santa Caterina.

Ponte della Valle Bruna, Bagnoli del Trigno

Numerose poi le tante famiglie di nobili Signori, a cominciare da prima dell’anno mille, che si sono arroccati su queste morge, le quali si sono susseguite, col tempo, nella gestione del feudo : la più famosa quella dei Sanfelice, con il castello che porta ancora il loro nome.

Castello Sanfelice

A Bagnoli del Trigno, il piccolo paesino nel cuore del Molise, circondato da rocce vive, c’è proprio quel borgo costruito su un rilievo collinare a ridosso di un massiccio roccioso che divide il fiume Trigno dal torrente Vella. L’appellativo che gli fu dato da Theodor Mommsen è “ la Perla del Molise”, dove ogni anno si torna indietro nel tempo. Ogni mese di agosto, infatti, la tradizione vuole che si celebri l’elezione di ben due sindaci, in memoria dei due primi cittadini che un tempo governarono la Terra di sopra e la Terra di sotto.

Frammenti d’antico, Bagnoli del Trigno

Una pomposa manifestazione, con uno sfarzoso corteo dei nobili guidati dal Duca, parte dal castello e si dirige verso la piazza principale del borgo. E’ lì che i coprifuoco, i capo famiglia procedono alla electio: Un fagiolo indicante un voto affermativo ed una fava indicante un voto negativo per la procedura del voto vincente. Chi dei due candidati raccoglie più fagioli, ossia il maggior numero di preferenze, veniva eletto.

Antica chiesa di Santa Caterina

La tipica manifestazione, però, che rievoca il passato e che trasforma Bagnoli, per un giorno, negli usi e nei costumi in una autentica storia di amore, in realtà si tratta della festa del ringraziamento a Santa Caterina. Alla fine dei due sindaci eletti, il duca sfila in corteo con tutta la corte fino a recarsi nell’antico rione di Santa Caterina, per dare inizio alla festa nel Borgo. La leggenda vuole che fin dai tempi antichi, probabilmente medievali, in una notte del mese di agosto, nei tempi moderni rappresentati dal 18 Agosto, dal castello San Felice che sovrasta la roccia al centro del paese, si librassero delle fate. I fortunati che fossero riusciti ad avvistarle, esprimendo un desiderio, questo, senza ombra di dubbio, si sarebbe realizzato. Ancora oggi l’evento viene chiamato il volo delle Fate. Di sera, poi, viene rievocata l’antica storia d’amore, simbolo della celebrazione estiva bagnolese: Un ragazzo di un altro paese s’innamorò di una fanciulla di Bagnoli. Deve passarne di tutti i colori, affrontare tanti problemi e peripezie per riuscire a convolare a nozze con lei. Tra le prove da superare c’era quella di portare una serenata alla sua zita. Tipico della serenata è la giovane che, in un primo momento, si affaccia dal balcone, finché non scende in strada. Le rispettive famiglie si accordano sulla dote, la dodda, ossia sul corredo della giovane sposa: Ad accordo trovato, quando i giovani sono in procinto di abbracciarsi arriva il duca che rivendica lo “ius primae noctis”, ossia il diritto di passare la prima notte di nozze con la sposa. Una ingiustizia che dapprima fa molto arrabbiare il giovane futuro sposo e benché la folla perdona, lui arriva ad ucciderlo, appiccando un incendio al castello, rappresentato da bellissimi fuochi pirotecnici, accompagnati da musiche epiche.

Incendio del castello

In realtà anche Bagnoli ha una importantissima valenza: anche qui, infatti, durante la viglia di Natale, ricorre il rito della ‘ndocciata; simile a quella di Agnone, ma dove le torce sono realizzate con ginestre e rami secchi e spente del vino nuovo appena spillato come buon auspicio per il raccolto. La ginestra ha una simbologia celtica che è collegata al sole: Ciò che più caratterizza la manifestazione è una sfilata di costumi storici dell’epoca da parte di tutti personaggi influenti del paese. il duca e la duchessa, i sindaci di vasciae ‘coppa; nobili vari, preti. La musica è la componente essenziale dell’evento, tanto che in qualsiasi posto vi sono giovani e non, che intonano vari motivi.
Si balla, si canta, in una manifestazione che è difficile non amare .

Finita la sfilata, ci si sposta principalmente nella parte bassa del paese ove ogni vicolo, in ogni stradina, oltre a tanta musica, si apprestano banchetti gastronomici dove è possibile gustare piatti tipici. Tra questi lo scarcio, frittella tipica dolce o salata, le pallie , dolcissime palline fatte in pastella fritta con nutella, la patata della duchessa che altro non è che un gateau di baccalà, gli occhi di fata, dolce tipico con glassa. Ma ancora, lo scattone, un antico piatto a base di sagne e vino. Il macchiucch, latticino fresco tipico del luogo. Uno delle principali caratteristiche della compravendita di queste delizie, come di qualsiasi altro bene, è, per un giorno, la moneta di Bagnoli del Trigno: il ducato, che viene coniato proprio per l’occasione e che richiama alla memoria il ducato, in oro o argento del XII secolo. Il valore di questo ducato è uguale all’euro e viene consegnato alle famiglie meno abbienti del paese che lo utilizzano per le spese alimentari nei negozi. Gli esercenti riconsegnano le banconote alla Casa Comunale e ottengono il denaro corrispondente , ovviamente in euro.

Duchessa

In un antico edificio del centro cittadino vi è da ammirare il presepe più grande della regione. Aperto sempre perché permanente, con annesso un museo della cultura bagnolese.

Presepe

Bagnoli del Trigno si dona, inoltre, di Una Domus Hotel, uno stupendo albergo a quattro stelle, con ogni conforto, dove l’ospite può soggiornare a qualsiasi titolo, tranquillamente. Un fiore per camera, ossia ogni camera è definita col nome di un fiore. Vicino alla apertura della porta di ingresso è dipinto il fiore relativo e lo stesso si trova raffigurato all’interno ove è possibile leggere la storia del fiore stesso ed il suo significato. La stanza è climatizzata e dotata di un televisore a led. Come centro benessere si passa dal freddo al caldo e al freddo rigeneranti, è dotata di sauna, bagno turco, che quasi non ti aspetteresti in un paesino di settecento abitanti.

Domus Hotel

Non è il tutto espressione di amore? Il posto prescinde da pensieri molesti e si pensa già alla prossime feste. Il presepe di Natale, il più grande del Molise, è dislocato in otto stanze.

Chiesa di San Silvestro