AD MAIORA SEMPER

Il 12 Aprile 2023 mi è stato assegnato il primo premio Solidarietà e Cultura 2023, dal Presidente della IRCC Neuromed, vanto della Medicina nella Regione, dott. Mario Pietracupa, Vice Presidente della Giunta Regionale del Molise.
La consegna è stata fatta dal Prefetto Signora Michela Lattarulo, alla presenza del Sindaco della città Dott. Roberto Gravina e del Prof. Germano Guerra, nuovo direttore del Dipartimento di Medicina dell’Università, e di molte altre personalità.

Giuseppe Ferro

Sono rimasto commosso del riconoscimento ma felice perché, essendo nato nello stesso giorno di mio Padre, premiato dalla Camera di Commercio nel 1965, per aver più di tutti contribuito alla Ricostruzione della Regione, questa è la conferma che anche la terza generazione si è distinta per impegno e serietà.

Premio Solidarietà e Cultura 2023
Premio Solidarietà e Cultura 2023

La scena è stata ripresa dalla TV Teleregione Molise ma per me è stata una grande gioia perché dimostra che la quarta generazione, molto migliore della mia, continua la vita della Azienda, con la stessa passione e lo stesso impegno. Loro sono quattro ed io, per la morte, il 12 gennaio 1989 di mio fratello, ho solo portato lo stabilimento dai 240 Ton a 600 Ton giornalieri.

Antonio Genovesi

C’è però stato un particolare, aver letto il libro che mi ebbe a suggerre il mio Professore universitario Epicarmo Corbino: Il salernitano Antonio Genovesi, autore dell’opera Diceosina (Giustizia, parola greca), pubblicata a Napoli nel 1766, con un corso per giovani, opera definita come primo trattato di morale ed economia, pubblicato in Europa, interamente fondato sulle regole dell’individuo: L’essere giusto ed onesto, nel senso che ogni operatore dovrebbe essere osservante delle Scienze morali.

ITALMOPA

In un momento, infatti, di confusione sulle restituzioni alle esportazioni, il Dott. Fabrizio Vitali, direttore della Italmopa (Associazione nazionale Molini e Pastifici d’Italia) mi scelse come Presidente dei Semolieri Europei (Una Europa, allora, di 16 nazioni) per otto quadrimestri, solo per la mia onestà. Finito il mio mandato associativo, mi impegnai per il Prof. Luigi Costato, Rettore della facoltà di Ferrara, con cui ebbi a collaborare, certo di aver scelto la persona giusta per le traversie del periodo.

Seguendo gli studi, riscontrai che il Genovesi aveva già visto nella istruzione popolare un vero progresso civile. Nel settecento, infatti, la cultura era appannaggio dell’aristocrazia e del clero, in un momento in cui molti operatori si esprimevano ancora in latino.
Genovesi, fra i primi in Europa, ebbe a sostenere la nascita degli studi di Economia. Sostenne, inoltre, che la natura è sempre in grado di portare il sistema economico verso una situazione di equilibrio naturale. A differenza dei fisiocratici, si limitò ad applicare il Lassez faire solo per gli scambi interni della nazione e non quelli con l’estero. Elaborò un modello economico simile al meccanismo monetario dell’inglese David Hume.

Ebbe a chiarire che l’interesse dei cittadini coincideva con l’interesse nazionale del governo. Da qui, l’esigenza dell’intervento Pubblico.

Spirito illuminato, esaltò il lavoro come motore di sviluppo, propugnandone la sua autonomia nei confronti della Chiesa.
Di modestissima famiglia, fu avviato alla vita ecclesiastica, per aggirare così le onerose spese per l’istruzione, ma con i 600 ducati lasciatigli in eredità da uno zio, poté trasferirsi a Napoli, e maturando un’avversione per ogni disquisizione solo accademica, poté così dedicarsi ai problemi concreti della Società, approfondendo i veri problemi di Economia Commerciale e di Meccanica.
Sosteneva che la Chiesa è infallibile solo per problemi di fede, e lo Stato deve assolutamente schierarsi per coloro che lavorano e producono.

La materia che mi interessò, tra l’altro maggiormente, nel corso di laurea fu quella del laboratorio di analisi. Fui il primo in Italia a non lavare il grano e seguire il maggior consiglio del Genovesi d’essere giusto ed onesto.
Non ho avuto mai una vertenza sindacale, quasi tutti i dipendenti hanno una abitazione di proprietà, o la possibilità di avere figli. Non ho avuto mai una contestazione sul peso e nello qualità della materia prima. Desidero raccontare in merito un aneddoto: Un commerciante che ci forniva, in campagna granaria, vari autotreni di buon grano, risultava sempre deficiente di diversi quintali.
Pensando ad un bilico guasto, ebbi a lamentarmi ma il commerciante rispose: non Vi preoccupate, io segno la deficienza per evitare la mancanza di peso da parte di altri ricevitori.

Prof. Cubadda

Le nostre consegne, al contrario, non sempre venivano controllate perché Il nostro laboratorio era il più aggiornato, a seguito del controllo del Prof Gianluca Cubadda, della Università di Agraria di Campobasso.

Vincenzo Ferro

Questa, in breve, la mia persona. Sono sicuro che la quarta generazione possa raggiungere, col pastificio La Molisana, una posizione nazionale di sempre maggiore prestigio, in modo che, socialmente facciano onore al Molise, cosa che lo sono già a livello nazionale.

Famiglia Ferro
L’inizio della storia